Porte aperte al Fight Camp 2026: allenarsi alla vita, una settimana alla volta.
Questa foto scattata da Eleonora Rettori a Milano, rappresenta Mario, il presidente onorario della Fondazione Fightthestroke, che apre il cancello per far entrare i bambini dell’edizione Fight Camp 2019
Ogni estate ci chiedono la stessa cosa: cos'è il Fight Camp?
È un campus ricreativo estivo? Una settimana di fisioterapia intensiva? Un'esperienza sportiva? Un parcheggio per bambini con disabilità, esclusi da altri contesti?
Quando lo abbiamo disegnato nel 2018 abbiamo immaginato un mondo completamente nuovo di persone che imparano o re-imparano le abilità motorie insieme, praticando semplicemente sport adattati, durante periodi di trattamento personalizzati, orientati agli obiettivi, e intensivi. Abbiamo sognato per i bambini e le bambine con una disabilità di Paralisi Cerebrale un miglioramento globale del benessere, guidato da una transizione dalla riabilitazione motoria alla pratica di più sport con i pari: e così lo abbiamo realizzato, per undici edizioni.
E’ un modello unico, per questo è così difficile da spiegare a chi non lo ha già vissuto in prima persona: negli anni, è diventato un marchio registrato ma anche un manuale di Social Franchising, aperto a repliche indipendenti per chiunque voglia promuovere il benessere dei bambini e delle bambine con Paralisi Cerebrale attraverso lo sport adattato e l’apprendimento tra pari. Ci auguriamo che altre realtà possano adottare questa stessa visione e replicare l’iniziativa anche su altri beneficiari; il modello da noi applicato può soddisfare i bisogni di soli 20 bambini alla volta, con precise caratteristiche d’inclusione che vengono validate ogni anno: i bambini che sono stati esclusi da quest’edizione non avrebbero beneficiato del programma tanto quanto i bambini che sono stati inclusi in questo gruppo, per questo auspichiamo che possano esserci diverse altre opzioni sul mercato, tante quanti sono i bisogni diversificati delle persone con disabilità.
Oggi il Fight Camp è un luogo dove proviamo a dimostrare che la riabilitazione può essere diversa, possibile fuori dai luoghi normalmente deputati alla cura, supervisionata da professionisti esperti, erogata da volontari coraggiosi.
Anche quest’anno, dal 3 al 9 agosto, a Milano, venti bambini e ragazzi con paralisi cerebrale di tipo emiplegico e diplegico (deambulanti) arriveranno da tutta Italia (e anche dall’estero!) per vivere quest’esperienza, gratuita per le famiglie: per sette giorni saranno affiancati da un team di tutor, terapisti, istruttori sportivi e ricercatori che lavoreranno insieme a loro per trasformare obiettivi quotidiani in nuove possibilità.
Allacciarsi una scarpa. Tagliare il cibo. Lavarsi i denti. Usare entrambe le mani mentre si gioca. Salire una rampa di scale.
Dietro ognuno di questi gesti c'è molto più di un movimento: c'è autonomia, partecipazione, autostima, c’è un allenamento alla vita. Per questo ogni bambino arriva al Fight Camp con tre obiettivi personalizzati, costruiti insieme alla propria famiglia, e per una settimana lavora in modo intensivo per raggiungerli, attraverso lo sport e il gioco. La differenza rispetto ad altri modelli è che non lo fa in una palestra di riabilitazione, in un ospedale o in centro ricreativo: lo fa giocando, facendo sport, riconoscendosi in nuovi amici, affrontando piccole sfide quotidiane e vivendo un'esperienza che assomiglia molto di più alla vita reale. E lo fa in un luogo in cui di solito non si fanno esercizi di riabilitazione: un centro sportivo nel centro di Milano, aperto solo per noi, costruito con cura dagli amici di PlayMore!.
Per troppo tempo sport e riabilitazione sono stati considerati due mondi separati.
Lo sport al Fight Camp non è la ricompensa. È sport adattato che sostiene anche nel percorso di riabilitazione motoria.
Quest’anno sport come la Boxe adattata, insegnata da Francesco Seveso, l'Ultimate Frisbee con Giacomo Guzzi e l'Hip Hop con Mario Charty non saranno attività ricreative da inserire alla fine della giornata. Sono sport senza sconti, richiedono coordinazione, equilibrio, uso di entrambe le mani, pianificazione del movimento, attenzione e collaborazione con gli altri. Allenano il corpo, ma anche la fiducia, la motivazione e la capacità di affrontare nuove sfide.
Perché nessun bambino cresce ripetendo esercizi senza significato. Cresce quando scopre di poter fare qualcosa che fino al giorno prima sembrava impossibile.
Ogni attività nasce da principi consolidati dell'apprendimento motorio, come l'Action Observation Therapy o i programmi HABIT. I tutor volontari ricevono una formazione specifica e sul campo, gli obiettivi vengono adattati continuamente alle capacità del singolo bambino e i progressi sono misurati con strumenti validati dalla comunità scientifica. Per noi innovazione significa proprio questo: trasformare le migliori evidenze scientifiche in esperienze che abbiano senso nella vita quotidiana delle persone.
In undici edizioni il Fight Camp è diventato molto più di una settimana estiva: è diventata una rete di oltre settanta tutor formati, famiglie che continuano a confrontarsi durante tutto l'anno, professionisti che imparano gli uni dagli altri, aziende e partner che mettono competenze e risorse al servizio di un obiettivo comune.
Ogni edizione lascia qualcosa che resta: nuove amicizie, nuove competenze, nuovi dati per la ricerca, nuove idee per migliorare il modo in cui immaginiamo la riabilitazione. Per arrivare ad avere ogni anno queste eredità, chiediamo a tutti i partecipanti di compilare una serie di schede e raccogliamo dati in maniera sicura ma ossessiva: vogliamo misurare ciò che conta davvero, anche se è difficile o se non è mai stato fatto prima.
Naturalmente misuriamo il miglioramento delle abilità motorie. Ma non ci basta.
Quello che vogliamo capire è se un bambino, dopo il Fight Camp, si sente più libero di partecipare, scegliere, giocare, fare sport, stringere amicizie, immaginare e desideroso di disegnare il proprio futuro. E per questo stiamo sviluppando un modello di valutazione dell'impatto ispirato al ‘Capability Approach’ di Amartya Sen: non conta soltanto cosa una persona riesce a fare durante una settimana, ma quali opportunità concrete si aprono dopo quella settimana.
Quest’anno al Fight Camp ospiteremo diversi progetti di ricerca sul campo: oltre ai consueti indicatori che raccogliamo da nove anni, studieremo insieme l’autostima, il sonno, la nutrizione, l’impatto sociale; ospiteremo tesi di laurea, sperimenteremo il prototipo della macchina per fare i compiti ‘Mirror Buddy’ e misureremo l’efficacia del progetto sperimentale con i Junior Tutors. Nell'ambito del progetto Closer Care for Children (CC4C), co-progetteremo con i genitori i servizi di riabilitazione domiciliare del futuro, e con i più piccoli ci divertiremo in un laboratorio e in un focus group sulle ‘scarpe intelligenti’, insieme all’IRCCS Medea di Bosisio Parini e a Magnes AG.
Ogni bambino che partecipa al Fight Camp ci ricorda che la paralisi cerebrale non definisce una persona, definisce una sfida. E la risposta a questa sfida non può essere solo clinica o solo assistenziale. Serve una comunità, servono relazioni, servono sport accessibili, ricerca, tecnologia, design, famiglie che si sostengono a vicenda e professionisti disposti a sperimentare nuovi modelli.
È questo che, da undici edizioni, proviamo a costruire. Un Fight Camp alla volta.
E allora si aprano le porte al Fight Camp 2026!
Il Fight Camp 2026, e il retreat formativo che lo ha anticipato, appartengono al progetto ‘Sport è Inclusione’, realizzato grazie al contributo concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i.,- Avviso 2/2024.
Per il Fight Camp 2026 dobbiamo ringraziare anche i partner che, in ordine sparso e a vario titolo, hanno contribuito alla sua realizzazione: grazie al patrocinio dello Sport for Inclusion Network; grazie a Fondazione Dompè, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan, Nexi; grazie al B-team di Arena, che ci aiuta a progettare intorno all’obiettivo ‘Love Water’, creando nei bambini un legame emotivo positivo con l'acqua; grazie a chi ci nutre e ci idrata con cura ogni giorno, insieme a Nestlè con Nestlè Health Science, Solgar e Levissima; Perfetti con Big Babol, Chupa Chups e Fruittella; Consorzio Grana Padano; Melinda; Fiorentini; quest’anno ci prenderemo cura anche della nostra pelle, grazie a Beiersdorf con Eucerin, Nivea, Labello, Hansaplast; ai giochi ci pensa Mattel, e quindi grazie a Barbie, Hot Wheels, Uno; per le gift bag per tutor e bambini e per i laboratori dobbiamo ringraziare Legami, Artonauti, Tobii Dynavox, Amundi, Ottobock, Elisabet con Tommy Hilfiger, OVS, VF Corporation con Napapijri. Grazie a tutte le persone che abbiamo incontrato in un anno di progettazione del Fight Camp 2026!
Loghi del Dipartimento per le politiche sociali del terzo settore e migratorie e Sport è Inclusione
Milano, 1 Agosto 2026

