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Il Fight Camp 2026 è terminato: ‘and now walk it by yourself’!

Il Fight Camp 2026 è terminato: ‘and now walk it by yourself’!

L’immagine rappresenta i bambini, i tutor, i supervisor, gli istruttori e i fondatori del Fight Camp – edizione 2026, ed è stata scattata dal fotografo Alessio Perboni

ALT TEXT: l’immagine rappresenta i bambini, i tutor, i supervisor, gli istruttori e i fondatori del Fight Camp – edizione 2026, ed è stata scattata dal fotografo Alessio Perboni

Riprendiamo le parole della colonna sonora del Fight Camp 2026, la canzone ‘Cupid Shuffle’ di Cupid che fa proprio così:

‘They say I'm a rapper, and I say no
They say "what you doing?" Try'n to do somebody cold! (Hey)
I just let the music come from my soul
So all of my people can stay on the floor (Ooh ooh)
They got a brand new dance (Come on)
You gotta move your muscle
Brand new dance, it's called the Cupid Shuffle
It don't matter if you're young or you're old (Here we go)
We gone show you how it go (Hey hey)
To the right, to the right, to the right, to the right
To the left, to the left, to the left, to the left
Now kick, now kick, now kick, now kick
Now walk it by yourself, now walk it by yourself
(Let me see you do)’


Quale miglior invito a camminare da soli, dopo una settimana di allenamento insieme!

Noi siamo Francesca, Mario e Roberto, co-fondatori della FightTheStroke Foundation, un ente del terzo settore, e dal 2014 lavoriamo dalla parte dei giovani sopravvissuti all’ictus e delle persone con paralisi cerebrale, insieme alle loro famiglie. Promuoviamo conoscenza e ricerca scientifica, tecnologie abilitanti, ‘inclusive design’ e sport adattato, con un obiettivo molto concreto: costruire soluzioni che possano avere un impatto reale sulla vita quotidiana.

Il Fight Camp è una delle esperienze attraverso cui proviamo a farlo: immaginiamo un mondo completamente nuovo di persone che imparano o re-imparano le abilità motorie insieme, praticando sport adattati durante periodi di trattamento personalizzati, orientati agli obiettivi e intensivi. Crediamo in un miglioramento globale del benessere guidato da una transizione dalla riabilitazione motoria alla pratica di più sport con i pari. 

Ma non lo facciamo da soli: lo facciamo con un ‘core team’ di esperti di questa condizione, come Alessandra, Andrea, Elisabeth e Pietro. E poi con un team di 20 tutor volontari, uno per ogni bambino: giovani e meno giovani, dai background professionali più disparati, che decidono di dedicare una settimana d’agosto a questa nostra stessa missione. Perché siamo d’accordo, si, che per insegnare ad allacciare le scarpe ad un bambino non ci vuole per forza un terapista e non bisogna essere dentro un ospedale? Servono strategie, mentalità orientate alla crescita, energie e persone che si affiancano ai bambini e fanno loro vedere le abilità come qualcosa che può evolvere, non come un dato immutabile.

Affinchè arrivino a dire non più “non so farlo”, ma “non so ancora farlo”.

Il Fight Camp è una settimana intensiva in cui 20 bambini tra i 6 e i 13 anni lavorano su obiettivi individuali scelti da loro insieme alle famiglie, affiancati da tutor, e sperimentano sport adattato, attività di apprendimento motorio, laboratori e momenti di socialità. E quest’anno l’undicesima edizione si è tenuta a Milano, dal 3 al 9 Agosto 2026.

Il Fight Camp nasce per potenziare le abilità motorie di bambini e bambine con una condizione di disabilità di Paralisi Cerebrale, causata da un danno precoce a una parte del cervello. Ma cosa significa, concretamente, “potenziare le abilità motorie”?

Al Fight Camp non partiamo da un esercizio uguale per tutti: partiamo da un obiettivo, definito insieme alle famiglie e ai bambini, misuriamo il livello di partenza, poi ci alleniamo insieme e rimisuriamo alla fine lo stesso obiettivo.

Tutto è normato da procedure basate su evidenze scientifiche, da consensi informati chiari ed espliciti, da liberatorie e accordi scritti insieme al team legale di DLA Piper, tenendo sempre a mente il nostro codice etico e la Child Protection Policy. E tutto si pratica solo attraverso l’osservazione e l’imitazione, non c’è mai un contatto fisico o una relazione terapeutica tra l’adulto che insegna e il bambino che apprende.

Può esserci un bambino che vuole migliorare l’uso di entrambe le mani, un altro l’equilibrio, un altro ancora un gesto funzionale della vita quotidiana, come togliersi il tutore da solo nello spogliatoio, aprire un pacchetto di snack Grana Padano o non metterci due ore per svitare il tubetto del dentifricio al mattino. Lecito, no?

Per ogni bambino vengono così definiti 3 obiettivi personalizzati: durante 7 giorni e 60 ore di allenamento, grazie alla presenza costante dei tutor, il lavoro viene ripetuto, adattato e reso progressivamente più complesso, attraverso la pratica sportiva o le attività ricreative, ma sempre orientate allo stesso obiettivo.

E poi c’è una parte fondamentale del nostro modo di operare: misurare e raccogliere i dati, le informazioni quantitative ma anche quelle qualitative, leggere i segnali deboli, osservare i comportamenti nell’arco di una giornata insieme, tra amici, e non nei 40’ scarsi di terapia ambulatoriale una volta alla settimana.

Al Fight Camp utilizziamo strumenti e scale validate per valutare capacità motorie, abilità funzionali e raggiungimento degli obiettivi, tra cui ABILHAND-Kids, ABILOCO-Kids, COPM, Timed Up and Go (TUG), Sprint Test e Goal Attainment Scaling (GAS): un modello che abbiamo affinato nel tempo e che ora viene seguito anche in altri centri. Raccogliamo gli stessi dati e documentiamo le attività del Fight Camp dal 2018 e lo facciamo perché ci interessa dimostrarne l’impatto nella vita delle persone, oltre questa settimana. Invece di misurare soltanto l’outcome motorio, una mano che si apre di più o di meno, noi vogliamo misurare anche cosa il bambino può fare ed essere in più dopo l'intervento: migliorerà la sua salute generale, andrà meglio a scuola, si sentirà parte di un gruppo, avrà più autostima, si sarà appassionato di una nuova disciplina sportiva?

Al Fight Camp lo sport non è un’attività aggiunta al programma: è uno dei contesti attraverso cui lavoriamo sulle abilità motorie, e quest’anno abbiamo scelto tre discipline sportive su cui allenarsi ogni giorno della settimana: l’Ultimate, la Boxe, l’Hip Hop.

L’ultimate (anche noto come Frisbee o Flying Disc) richiede di correre, orientarsi nello spazio, anticipare, afferrare e lanciare, coordinare il movimento con quello degli altri e prendere decisioni in tempi rapidi. E soprattutto è uno sport di squadra.

Durante il Fight Camp i bambini hanno potuto sperimentare l’Ultimate in forma adattata, con attività e difficoltà calibrate sui diversi gruppi.

Alla fine della settimana il gruppo dei piccoli (6-10 anni) ha raggiunto questi obiettivi:

  • 5 step del rovescio

  • Presa a panino

  • 4 step del dritto

  • Inizio del lavoro sul lancio preciso

  • Inizio del lancio nello spazio

Con il gruppo dei grandi (11-13 anni) siamo invece arrivati a questi obiettivi:

  • 5 step del rovescio

  • Presa a panino

  • Inizio del lancio nello spazio 4 step del dritto

  • Imparare il concetto di “fare meta”

  • Imparare il concetto di “partitella”

  • Inizio del lavoro sulla difesa

  • Partita 4v4 (di cui 2 tutor) 

Come spesso succede, al Fight Camp funziona meglio chi arriva senza pregiudizi, senza aspettative su cosa un bambino con Paralisi Cerebrale debba sapere o non sapere fare: e così aver scelto Giacomo Guzzi come istruttore di Ultimate ci ha dato un gran vantaggio competitivo quest’anno. Classe 2008, fa parte della Nazionale italiana Open U20, e ha portato con sé tutti i valori di questo sport: uno sport di squadra senza contatto, ma estremamente fisico e competitivo; responsabilità e leadership, come compete a chi riveste il ruolo di Defence Captain; passaggio emblematico dal settore giovanile alla nazionale, dove ha imparato a competere a livello internazionale fin dai 16–18 anni; il concetto di ‘Spirit of the Game’, che nell'Ultimate è molto particolare: non c'è arbitro e sono gli stessi giocatori a gestire le regole e le infrazioni; un rapporto sano tra prestazione individuale e squadra; e infine come si diventa forti in uno sport relativamente poco conosciuto. 

Insomma, se proprio dobbiamo trovarglielo un difetto a questo Fight Camp, allora nominiamo il caldo, per cui l’ultimate ha patito di più, negli allenamenti mattutini in campo aperto: diciamoglielo a chi afferma che il cambiamento climatico non esiste, facciamogli indossare un tutore con una banda di titanio rovente a ferragosto e poi correre su un campo di erba sintetica.

Nelle stesse parole di Giacomo: ‘I ragazzi mi sono sembrati estremamente intraprendenti, interessati e divertiti da questo nuovo sport, tanto che alcuni sono arrivati anche a chiedermi dove avrebbero potuto continuare a giocare a settembre! Anche durante le lezioni devo dire che, nonostante l’evidente fatica iniziale, i tantissimi errori e il caldo, li ho sempre visti molto curiosi e contenti. In questo penso abbiano avuto un ruolo importante i tutor che, anche loro nuovi a questo sport e spiazzati dalla mia richiesta di partecipare insieme ai bambini, si sono messi in gioco senza tirarsi indietro e hanno imparato da zero insieme al loro ragazzo; secondo me l’idea di condividere questo piccolo percorso insieme al proprio tutor ha aiutato i ragazzi a non rimanere intimoriti e desistere dalla richiesta elevata. Tecnicamente molti ragazzi hanno sviluppato l’utilizzo di entrambe le mani soprattutto nella ricezione del disco e nella preparazione del lancio. Molti esercizi li ho pensati in modo di permettere di dargli uno stimolo anche agli arti inferiori, facendoli lavorare su piccoli salti, corse curve, cambi di direzione e l’utilizzo delle gambe durante il lancio.’

Perciò grazie Giacomo, per la professionalità e per essere diventato subito parte integrante del nostro team!

La boxe al Fight Camp non è stata solo tirare pugni: è uno sport individuale, ma l'allenamento è profondamente relazionale e noi l’abbiamo scelta anche per questa caratteristica. L'atleta deve imparare a conoscere il proprio corpo, anticipare l'avversario, gestire la paura e adattare continuamente il proprio movimento. Un gesto può essere ripetuto molte volte. Ma può anche essere inserito in una sequenza, associato a un ritmo, trasformato in una sfida o condiviso con un compagno.

Oltre ai risultati fisici, abbiamo scelto la boxe anche per i benefici psicologici: per il suo ruolo nell’aiutare a gestire la rabbia e canalizzare l’energia; per migliorare l’autostima e la sicurezza personale; per allenare la concentrazione e la disciplina.

Insomma, rientrava proprio nello spirito del Fight Camp: cambiare il contesto, mantenendo il focus sull’abilità che vogliamo allenare; e fornire tutte le strategie possibili per cavarsela nel mondo là fuori.

Al Fight Camp i bambini hanno lavorato su coordinazione, ritmo, equilibrio, controllo del movimento e soprattutto sull’utilizzo degli arti superiori. Le attività sono state adattate alle caratteristiche dei diversi gruppi e integrate con il lavoro individuale sugli obiettivi: il merito di tutto va all’istruttore Francesco Seveso, incontrato grazie all’Assessorato Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano. Di formazione psicologo e tecnico di pugilistica, ha arricchito le proprie lezioni anche con aneddoti e un’immersione nella vita vera di questa disciplina sportiva, da Rocky al perché è importante proteggersi collo e fegato.

Nelle parole di Francesco: ‘Il programma della settimana ha seguito una progressione tecnica: siamo partiti dal jab, per poi introdurre gli altri colpi, il footwork, la difesa, il contrattacco e il lavoro a coppie. Nell’ultima giornata abbiamo ripassato quanto appreso durante la settimana e svolto un lavoro individuale ai colpitori insieme a me. Rispetto al programma iniziale ho scelto di semplificare diverse attività, cercando di renderle accessibili e gratificanti senza perdere il senso tecnico della boxe. Tutti hanno mostrato qualche miglioramento, naturalmente con tempi e modalità differenti. La boxe richiede un controllo simultaneo dei quattro arti e una notevole capacità di coordinare attacco, difesa, postura e spostamenti. Un errore tipico di chiunque inizi è concentrarsi esclusivamente su un arto, tralasciando gli altri: chi comincia a tirare di boxe tende, per esempio, a dimenticare la mano che difende per concentrarsi su quella che attacca. Anche per questo, riuscire a eseguire correttamente un esercizio rappresentava per i bambini un risultato tutt’altro che banale. Ammetto di aver provato una grande gioia nel vedere la soddisfazione dei bambini quando riuscivano a completare correttamente un esercizio: permettere loro di provare l’orgoglio di sentirsi pugili, anche solo per un’ora, è qualcosa che mi riempie di contentezza. Spero che questa esperienza li abbia aiutati a percepirsi forti, capaci e “fighi” (non riesco a trovare una parola migliore).’

Perciò grazie Francesco, non vediamo l’ora di venirti a trovare alla Milano Boxing House!

E poi c’è stato l’hip hop: ma cosa c’entra con la riabilitazione? Più di quanto possa sembrare. Seguire un ritmo, osservare e imitare un movimento, ricordare una sequenza, coordinare diverse parti del corpo, cambiare direzione e muoversi insieme agli altri: una lezione di danza può diventare un contesto molto ricco per l’apprendimento motorio.

Al Fight Camp l’Hip Hop è stata una delle tre discipline del calendario sportivo 2026: e non potevamo scegliere un partner migliore di Mario Bubakare Charty, ballerino e docente di hip hop della scena milanese, con una forma di hip hop molto legata alla performance di strada e alla stand-up dance. Ci è piaciuto per il modo in cui ha affrontato il progetto a tutto tondo, e per la sua storia molto legata al concetto di street dance come linguaggio accessibile, identità, comunità e autodeterminazione.

Nelle sue lezioni la musica cambiava il ritmo, il gruppo cambiava la motivazione, la sequenza cambiava la difficoltà. E il movimento diventava qualcosa da imparare, ripetere e condividere.

Memorabile la lezione in cui è stato Mario a replicare i movimenti dei bambini: ode ai neuroni specchio!

Nelle parole di Mario: ‘L’obiettivo principale delle lezioni di Hip Hop non è stato solo l’apprendimento di passi codificati, ma la scoperta di nuovi metodi per utilizzare il proprio corpo. La sfida è stata quella di trovare soluzioni creative e motorie adattate alla propria condizione, trasformando il limite in una possibilità espressiva unica. La cultura Hip Hop è stata utilizzata come strumento per stimolare la resilienza e l’adattamento fisico; promuovere la consapevolezza corporea e delle proprie potenzialità residue; offrire uno spazio di espressione autentica dove ogni bambino potesse sentirsi “visto e sentito”. Nonostante il breve arco temporale di una sola settimana, la crescita dei partecipanti è stata costante e sorprendentemente rapida. Nelle prime fasi abbiamo esplorato il ritmo e la coordinazione di base, con particolare attenzione alle capacità individuali. Poi abbiamo creato movimenti personalizzati (“solutions”) per rendere la coreografia accessibile e gratificante per ciascun bambino: così facendo abbiamo rafforzato anche l’autostima, attraverso il superamento quotidiano di piccole sfide motorie. Il percorso si è concluso con un’esibizione finale che ha coinvolto genitori, tutor e tutti i responsabili del Fight Camp. La performance è stata un vero e proprio successo educativo, dimostrando come la danza possa abbattere barriere che sembrano insormontabili. La partecipazione attiva e l’entusiasmo mostrato hanno confermato che l’Hip Hop possiede un valore sociale inestimabile, capace di dare una voce e una possibilità a chiunque e che riafferma il potere della danza come strumento di riscatto e inclusione.’

E perciò grazie Mario, per la tua empatia e generosità, per aver dato un senso al nostro ‘freestyle’: torneremo a guardarti di nuovo nelle crew dei concerti, in strada o proveremo a riconoscerti durante le partite di una importante squadra di basket milanese!

Ma al Fight Camp non si allenano solo i muscoli. Si raccolgono anche dati, non fine a stessi e non a solo beneficio della comunità scientifica, ma utili a meglio comprendere cosa funziona e cosa no per i bambini con Paralisi Cerebrale, e per le loro famiglie: e quale occasione migliore di portare avanti dei progetti pilota in un laboratorio a cielo aperto, con un gruppo di bambini dalle caratteristiche simili? E se non lo facciamo noi, anche in collaborazione con le aziende private, come possiamo aspettarci di trovare sul mercato dei prodotti o dei servizi che meglio rispondono alle nostre esigenze?

Durante quest’edizione abbiamo portato avanti diversi progetti e attività di ricerca e sperimentazione:

·      Sonno

Monitoraggio e approfondimento delle abitudini e della qualità del sonno, in collaborazione con Sleepacta.

·      Closer Care for Children

Nell’ambito di questo progetto internazionale, guidato dall’Istituto Scientifico IRCCS Medea di Bosisio Parini, abbiamo organizzato dei focus group con i genitori e con i junior tutor, per immaginare il futuro della riabilitazione, e abbiamo poi sperimentato le ‘scarpe intelligenti’ Magnes in un laboratorio con tutti i bambini, con l’obiettivo di migliorarne design, usabilità ed efficacia riabilitativa.

·      Nutrizione

Quest’anno abbiamo prestato particolare attenzione alla nutrizione e all’idratazione durante una settimana di attività intensiva, con snack salutari e con l’assaggio in anteprima della pouch NHS Compleat – Oral Blends.

·      Psicologia

Abbiamo cercato di osservare gli aspetti legati a benessere, autoefficacia e partecipazione, con la somministrazione della scala dell’autostima di Rosenberg.

·      Mirror Buddy

Un progetto sviluppato da noi, a partire da un utilizzo saggio dell’Intelligenza Artificiale in ambito educativo: praticamente la tecnologia che entra a far parte del percorso di apprendimento e di allenamento. La ‘macchina per i compiti’ Mirror Buddy verrà presto testata su un campione più ampio di bambini.

·      Co-design e moda inclusiva

Una prima attività di progettazione insieme ai ragazzi, per lavorare sull’abbigliamento inclusivo e su prodotti e soluzioni a partire dall’esperienza diretta di chi li utilizza: siamo partiti dall’indossare la giacca Rainforest Anorah di Napapijri, con il caratteristico ‘design pullover’ che la rende particolarmente adatta a chi ha scarsa mobilità degli arti. Abbiamo chiesto ai bambini come la migliorerebbero e poi gliel’abbiamo donata. E pantaloni tecnici in omaggio anche per i tutor, che si sono prestati con noi a quest’esperimento!

Il Fight Camp è anche questo: un luogo dove esperienza, ricerca e progettazione possono incontrarsi: perché i dati raccolti durante una settimana possono diventare informazioni utili per co-progettare meglio l’edizione successiva, fino a costruire un mondo a nostra misura.

Un progetto innovativo che si è avvalso dei risultati della tesi di laurea 2025 di Chiara Carminati è stato anche quello dei Junior Tutor. Siamo partiti da questa domanda: ‘E se al Fight Camp non ci fossero solo bambini da allenare, ma anche ragazzi più grandi da coinvolgere in un ruolo attivo?’

Quest’anno abbiamo avuto un nuovo gruppo di Junior Tutor: li abbiamo selezionati e formati nel corso dell’anno, quattro ragazzi >13aa che hanno partecipato in passato alle attività sportive, ai laboratori e alla vita del Fight Camp, come beneficiari, e che stavolta si sono messi alla prova nell’affiancamento ai Tutor più esperti, assumendo progressivamente un ruolo attivo all’interno del progetto.

Per noi è importante questo progetto perché la partecipazione non dovrebbe avere una sola direzione: #Fightthestroke non nasce solo per fornire supporto, noi crediamo nell’autodeterminazione delle persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale e nelle loro capacità di contribuire, osservare, imparare, aiutare, proporre e assumere responsabilità crescenti. Fino a sostituirci: sarà allora che la nostra missione sarà completata!

Il progetto Junior Tutor nasce proprio da quest’idea: creare occasioni concrete di partecipazione e apprendimento tra pari, e quest’anno lo abbiamo fatto con Enea, Mario, Mattia e Subhan, supervisionati da Pietro Gatti.

E anche in questo caso, il Fight Camp è diventato un laboratorio di sperimentazione, con obiettivi molteplici: per i bambini è stata occasione per migliorare l'apprendimento motorio e sportivo attraverso modelli più vicini all'esperienza personale; per i Junior Tutor, un’opportunità per trasformare la propria esperienza e il proprio vissuto in una risorsa collettiva, sviluppando leadership, comunicazione, responsabilità, autoefficacia e lavoro di squadra; per la Fondazione Fightthestroke, la possibilità di creare continuità, appartenenza e un modello replicabile.

Al termine del Fight Camp, i dati raccolti mediante COPM, GAS, GSES e gli strumenti qualitativi (videodiari, griglie osservative, feedback di bambini e genitori e colloqui finali) saranno integrati in un quadro complessivo dell'esperienza. L'analisi consentirà di valutare il raggiungimento degli obiettivi individualizzati, i cambiamenti nella performance occupazionale percepita, nell'autoefficacia, nelle competenze di leadership e nelle competenze relazionali e organizzative osservate durante il programma.

A vista d’occhio a noi è sembrato un gran successo, ma saranno poi i dati a permetterci di mantenere la barra dritta dal punto di vista scientifico e decidere se e come proseguire con questa sperimentazione: i primi risultati verranno presentati in occasione del prossimo congresso ITA-CD che si svolgerà a Novembre a Pisa.

Ma visto che le mani servono anche fuori dalla palestra, che viviamo tutti in una società disegnata per svolgere azioni principalmente bimanuali (come aprire un flacone di crema o una bottiglia d’acqua, mettere i calzini o allacciare le scarpe) e che una condizione di disabilità complessa come la Paralisi Cerebrale può influenzare anche il modo in cui fai mastichiamo il chewing gum o ci orientiamo nello spazio: allora al Fight Camp abbiamo portato l’apprendimento motorio dentro attività molto diverse tra loro, divertenti e utili nella vita quotidiana, i laboratori di gruppo. Dall’ ‘Apple Bobbing’ con le mele Melinda; al Circuito Big Babol; al laboratorio per aprire le bustine di Snack al formaggio Grana Padano (e mangiarsele); alla cura del corpo con i prodotti Beiersdorf; a scoprire il proprio kit di abiti OVS in una caccia al tesoro dentro PlayMore! e poi indossarli in una pazza sfilata di moda; al laboratorio ‘Pimp Your Shoes’, per imparare a cambiare i lacci delle scarpe Elisabet; fino ai Giochi d’acqua con i costumi Arena, per prendere sempre più confidenza con l’acqua. Attività apparentemente molto diverse tra loro ma con una cosa in comune: sono attività significative e svolte in un ambiente protetto e tra pari.

Mangiare, vestirsi, allacciarsi le scarpe, prendersi cura di sé, usare le mani per manipolare oggetti, giocare con l’acqua: al Fight Camp proviamo a lavorare sulle abilità motorie attraverso contesti che abbiano un significato anche fuori dal Camp, perché l’obiettivo non è diventare bravi a fare esercizi ma usare ciò che si impara in attività che fanno parte della vita.

Quest’anno al Fight Camp è arrivato a trovarci anche Simone Barlaam: atleta paralimpico, campione plurimedagliato e, per un pomeriggio, parte della nostra squadra.

Ecco cosa è successo quando un gruppo di bambini con una disabilità principalmente motoria ha potuto incontrare una persona che gli somiglia un po' ma che vive lo sport paralimpico ad alto livello: domande, curiosità, confronti, racconti di squali e della mitica staffetta delle Paralimpiadi di Parigi. Un incontro presentato dai 4 Junior Tutor, per far conoscere a tutti la sua storia e i suoi successi, e un’intervista condotta dalla giornalista sportiva Francesca Benvenuti.

Gli incontri con gli atleti fanno parte del programma del Fight Camp perché lo sport adattato non è soltanto una disciplina da praticare: è anche una comunità, un ambiente che merita di essere conosciuto meglio, una possibilità di partecipazione e anche una professione.

Grazie Simone per essere stato con noi. E sempre forza Polha! 

Il Fight Camp #11 è terminato: dal 3 al 9 agosto 2026 abbiamo condiviso a Milano una settimana di sport, apprendimento motorio, ricerca, laboratori e vita insieme.

20 bambini con Paralisi Cerebrale.

4 Junior Tutor.

24 famiglie.

Oltre 50 persone tra tutor, supervisori, istruttori, ricercatori, ospiti, partner.

7 giorni di Fight Camp e più di 60 ore di allenamento.

15 ore di podcast da sbobinare, millemila record da scorare, 4500 foto da comprimere in post da 20 scatti, 30 bozzetti di live sketching.

Grazie a chi c’era e grazie a chi ha reso possibile tutto questo.

Ci vediamo al prossimo Fight Camp!

Il Fight Camp 2026, e il retreat formativo che lo ha anticipato, appartengono al progetto ‘Sport è Inclusione’, realizzato grazie al contributo concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i.,- Avviso 2/2024. 

Se il Fight Camp continua ad essere gratuito per le famiglie, dobbiamo ringraziare quanti di voi ci sostengono destinando alla Fondazione Fightthestroke il proprio 5x1000. Per quest’edizione 2026 dobbiamo ringraziare in particolar modo anche i partner che, in ordine sparso e a vario titolo, ci hanno donato risorse, materiali, prodotti, spazi: grazie al patrocinio dello Sport for Inclusion Network; grazie a Dompè, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan, Nexi; grazie al B-team di Arena; grazie a Nestlè con Nestlè Health Science, Solgar e Levissima; grazie a Perfetti con Big Babol, Chupa Chups e Fruittella; grazie a Beiersdorf con Eucerin, Nivea, Labello, Hansaplast; grazie a Mattel con Barbie, Hot Wheels, Uno; grazie al Consorzio Grana Padano, Melinda, Fiorentini, Legami, Artonauti, Tobii Dynavox, Amundi, Ottobock, OVS, Elisabet con Tommy Hilfiger, VF Corporation con Napapijri. Grazie a tutte le persone e alle aziende generose che abbiamo incontrato in un anno di progettazione del Fight Camp 2026!

Il Live Sketching del Fight Camp 2026 è stato realizzato da Gemma D'Alessandro, grande amica e collaboratrice della Fondazione Fightthestroke fin dagli inizi: il disegno a mano libera e il live sketching sono sempre state una sua passione, ha sviluppato un suo stile anche grazie alla sperimentazione con tecniche tradizionali di pittura, che ha studiato da artisti contemporanei. E noi le siamo grate per questo ricordo offerto in dono ai bambini e alle famiglie Fightthestroke.

Milano, 24 Agosto 2026

Porte aperte al Fight Camp 2026: allenarsi alla vita, una settimana alla volta.

Porte aperte al Fight Camp 2026: allenarsi alla vita, una settimana alla volta.

Questa foto scattata da Eleonora Rettori a Milano, rappresenta Mario, il presidente onorario della Fondazione Fightthestroke, che apre il cancello per far entrare i bambini dell’edizione Fight Camp 2019

Questa foto scattata da Eleonora Rettori a Milano, rappresenta Mario, il presidente onorario della Fondazione Fightthestroke, che apre il cancello per far entrare i bambini dell’edizione Fight Camp 2019

Ogni estate ci chiedono la stessa cosa: cos'è il Fight Camp?

È un campus ricreativo estivo? Una settimana di fisioterapia intensiva? Un'esperienza sportiva? Un parcheggio per bambini con disabilità, esclusi da altri contesti?

Quando lo abbiamo disegnato nel 2018 abbiamo immaginato un mondo completamente nuovo di persone che imparano o re-imparano le abilità motorie insieme, praticando semplicemente sport adattati, durante periodi di trattamento personalizzati, orientati agli obiettivi, e intensivi. Abbiamo sognato per i bambini e le bambine con una disabilità di Paralisi Cerebrale un miglioramento globale del benessere, guidato da una transizione dalla riabilitazione motoria alla pratica di più sport con i pari: e così lo abbiamo realizzato, per undici edizioni.

E’ un modello unico, per questo è così difficile da spiegare a chi non lo ha già vissuto in prima persona: negli anni, è diventato un marchio registrato ma anche un manuale di Social Franchising, aperto a repliche indipendenti per chiunque voglia promuovere il benessere dei bambini e delle bambine con Paralisi Cerebrale attraverso lo sport adattato e l’apprendimento tra pari. Ci auguriamo che altre realtà possano adottare questa stessa visione e replicare l’iniziativa anche su altri beneficiari; il modello da noi applicato può soddisfare i bisogni di soli 20 bambini alla volta, con precise caratteristiche d’inclusione che vengono validate ogni anno: i bambini che sono stati esclusi da quest’edizione non avrebbero beneficiato del programma tanto quanto i bambini che sono stati inclusi in questo gruppo, per questo auspichiamo che possano esserci diverse altre opzioni sul mercato, tante quanti sono i bisogni diversificati delle persone con disabilità.

Oggi il Fight Camp è un luogo dove proviamo a dimostrare che la riabilitazione può essere diversa, possibile fuori dai luoghi normalmente deputati alla cura, supervisionata da professionisti esperti, erogata da volontari coraggiosi.

Anche quest’anno, dal 3 al 9 agosto, a Milano, venti bambini e ragazzi con paralisi cerebrale di tipo emiplegico e diplegico (deambulanti) arriveranno da tutta Italia (e anche dall’estero!) per vivere quest’esperienza, gratuita per le famiglie: per sette giorni saranno affiancati da un team di tutor, terapisti, istruttori sportivi e ricercatori che lavoreranno insieme a loro per trasformare obiettivi quotidiani in nuove possibilità.

Allacciarsi una scarpa. Tagliare il cibo. Lavarsi i denti. Usare entrambe le mani mentre si gioca. Salire una rampa di scale.

Dietro ognuno di questi gesti c'è molto più di un movimento: c'è autonomia, partecipazione, autostima, c’è un allenamento alla vita. Per questo ogni bambino arriva al Fight Camp con tre obiettivi personalizzati, costruiti insieme alla propria famiglia, e per una settimana lavora in modo intensivo per raggiungerli, attraverso lo sport e il gioco. La differenza rispetto ad altri modelli è che non lo fa in una palestra di riabilitazione, in un ospedale o in centro ricreativo: lo fa giocando, facendo sport, riconoscendosi in nuovi amici, affrontando piccole sfide quotidiane e vivendo un'esperienza che assomiglia molto di più alla vita reale. E lo fa in un luogo in cui di solito non si fanno esercizi di riabilitazione: un centro sportivo nel centro di Milano, aperto solo per noi, costruito con cura dagli amici di PlayMore!.

Per troppo tempo sport e riabilitazione sono stati considerati due mondi separati.

Lo sport al Fight Camp non è la ricompensa. È sport adattato che sostiene anche nel percorso di riabilitazione motoria.

Quest’anno sport come la Boxe adattata, insegnata da Francesco Seveso, l'Ultimate Frisbee con Giacomo Guzzi e l'Hip Hop con Mario Charty non saranno attività ricreative da inserire alla fine della giornata. Sono sport senza sconti, richiedono coordinazione, equilibrio, uso di entrambe le mani, pianificazione del movimento, attenzione e collaborazione con gli altri. Allenano il corpo, ma anche la fiducia, la motivazione e la capacità di affrontare nuove sfide.

Perché nessun bambino cresce ripetendo esercizi senza significato. Cresce quando scopre di poter fare qualcosa che fino al giorno prima sembrava impossibile.

Ogni attività nasce da principi consolidati dell'apprendimento motorio, come l'Action Observation Therapy o i programmi HABIT. I tutor volontari ricevono una formazione specifica e sul campo, gli obiettivi vengono adattati continuamente alle capacità del singolo bambino e i progressi sono misurati con strumenti validati dalla comunità scientifica. Per noi innovazione significa proprio questo: trasformare le migliori evidenze scientifiche in esperienze che abbiano senso nella vita quotidiana delle persone.

In undici edizioni il Fight Camp è diventato molto più di una settimana estiva: è diventata una rete di oltre settanta tutor formati, famiglie che continuano a confrontarsi durante tutto l'anno, professionisti che imparano gli uni dagli altri, aziende e partner che mettono competenze e risorse al servizio di un obiettivo comune.

Ogni edizione lascia qualcosa che resta: nuove amicizie, nuove competenze, nuovi dati per la ricerca, nuove idee per migliorare il modo in cui immaginiamo la riabilitazione. Per arrivare ad avere ogni anno queste eredità, chiediamo a tutti i partecipanti di compilare una serie di schede e raccogliamo dati in maniera sicura ma ossessiva: vogliamo misurare ciò che conta davvero, anche se è difficile o se non è mai stato fatto prima.

Naturalmente misuriamo il miglioramento delle abilità motorie. Ma non ci basta.

Quello che vogliamo capire è se un bambino, dopo il Fight Camp, si sente più libero di partecipare, scegliere, giocare, fare sport, stringere amicizie, immaginare e desideroso di disegnare il proprio futuro. E per questo stiamo sviluppando un modello di valutazione dell'impatto ispirato al ‘Capability Approach’ di Amartya Sen: non conta soltanto cosa una persona riesce a fare durante una settimana, ma quali opportunità concrete si aprono dopo quella settimana.

Quest’anno al Fight Camp ospiteremo diversi progetti di ricerca sul campo: oltre ai consueti indicatori che raccogliamo da nove anni, studieremo insieme l’autostima, il sonno, la nutrizione, l’impatto sociale; ospiteremo tesi di laurea, sperimenteremo il prototipo della macchina per fare i compiti ‘Mirror Buddy’ e misureremo l’efficacia del progetto sperimentale con i Junior Tutors. Nell'ambito del progetto Closer Care for Children (CC4C), co-progetteremo con i genitori i servizi di riabilitazione domiciliare del futuro, e con i più piccoli ci divertiremo in un laboratorio e in un focus group sulle ‘scarpe intelligenti’, insieme all’IRCCS Medea di Bosisio Parini e a Magnes AG.

Ogni bambino che partecipa al Fight Camp ci ricorda che la paralisi cerebrale non definisce una persona, definisce una sfida. E la risposta a questa sfida non può essere solo clinica o solo assistenziale. Serve una comunità, servono relazioni, servono sport accessibili, ricerca, tecnologia, design, famiglie che si sostengono a vicenda e professionisti disposti a sperimentare nuovi modelli.

È questo che, da undici edizioni, proviamo a costruire. Un Fight Camp alla volta.

E allora si aprano le porte al Fight Camp 2026!

Il Fight Camp 2026, e il retreat formativo che lo ha anticipato, appartengono al progetto ‘Sport è Inclusione’, realizzato grazie al contributo concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i.,- Avviso 2/2024.

Per il Fight Camp 2026 dobbiamo ringraziare anche i partner che, in ordine sparso e a vario titolo, hanno contribuito alla sua realizzazione: grazie al patrocinio dello Sport for Inclusion Network; grazie a Dompè, Fondazione Mazzola, Fondazione Milan, Nexi; grazie al B-team di Arena, che ci aiuta a progettare intorno all’obiettivo ‘Love Water’, creando nei bambini un legame emotivo positivo con l'acqua; grazie a chi ci nutre e ci idrata con cura ogni giorno, insieme a Nestlè con Nestlè Health Science, Solgar e Levissima; Perfetti con Big Babol, Chupa Chups e Fruittella; Consorzio Grana Padano; Melinda; Fiorentini; quest’anno ci prenderemo cura anche della nostra pelle, grazie a Beiersdorf con Eucerin, Nivea, Labello, Hansaplast; ai giochi ci pensa Mattel, e quindi grazie a Barbie, Hot Wheels, Uno; per le gift bag per tutor e bambini e per i laboratori dobbiamo ringraziare Legami, Artonauti, Tobii Dynavox, Amundi, Ottobock, Elisabet con Tommy Hilfiger, OVS, VF Corporation con Napapijri. Grazie a tutte le persone che abbiamo incontrato in un anno di progettazione del Fight Camp 2026!

Loghi del Dipartimento per le politiche sociali del terzo settore e migratorie e Sport è Inclusione

Loghi del Dipartimento per le politiche sociali del terzo settore e migratorie e Sport è Inclusione

 

Milano, 1 Agosto 2026

CEREBRAL PALSY ON SET!

CEREBRAL PALSY ON SET!

Partecipa al casting 2026 per la nuova campagna globale sulla Paralisi Cerebrale

-English Text Below-

Immagine tratta dal film ‘More Than Palsy’ 2025: sulla destra una ragazza con maglietta rossa, ripresa da un operatore video sulla sinistra. In sovraimpressione un riquadro tipo Ciak, con la scritta ‘Cerbral Palsy On Set’

Immagine tratta dal film ‘More Than Palsy’ 2025: sulla destra una ragazza con maglietta rossa, ripresa da un operatore video sulla sinistra. In sovraimpressione un riquadro tipo Ciak, con la scritta ‘Cerbral Palsy On Set’

Stiamo per girare la nuova campagna promossa dalla Fondazione FightTheStroke e dai suoi alleati per far conoscere al mondo la Paralisi Cerebrale e abbiamo bisogno di te: se sei una persona con la Paralisi Cerebrale e vuoi far parte di questo progetto, aiutandoci a rappresentare questa condizione in tutte le forme in cui si manifesta, candidati al casting per diventare uno dei protagonisti del nostro film.

Che persone cerchiamo

Bambini, adolescenti e adulti, di qualsiasi genere ed etnia, con diverse forme di Paralisi Cerebrale (GMFCS I-II-III-IV-V), a partire dai 5 anni di età, per raccontare la varietà con cui la condizione si manifesta in ambito motorio, verbale, nutrizionale e cognitivo.

 

Cosa fare per partecipare

  1. Fatti, o fatti fare, una video intervista a figura intera. Per i bambini: un genitore/familiare può fare il video e guidare nei diversi passaggi della video intervista, anche inserendosi in alcune risposte quando necessario. Nel caso di impossibilità a parlare del protagonista, la persona che fa il video può aiutare a far comprendere le risposte al posto dell’intervistato.

  2. Presentati dicendo nome, età, dove vivi e descrivi che tipo di Paralisi Cerebrale hai, mostrando quali parti del corpo ha colpito.

  3. Parlaci di te: cosa fai, quali sono i tuoi hobby e le tue passioni e se pratichi qualche sport.

  4. Descrivi cosa la Paralisi Cerebrale ti impedisce di fare e poi dicci invece cosa riesci a fare, magari a modo tuo, grazie alla Paralisi Cerebrale. Se vuoi puoi anche mostrarlo in video (ad esempio: facci vedere come cammini e di che supporti hai bisogno per farlo, come ti allacci le scarpe o ti lavi i denti, mostra qualsiasi gesto che ti rappresenta nel modo di vivere la quotidianità con la Paralisi Cerebrale).

  5. Se sai parlare in Inglese, recita questa frase: "Cerebral Palsy doesn’t look just one way. It has many ways of moving, speaking and communicating. In every person it has a unique expression. And this is mine!”

  6. Una volta che hai fatto tutto e che hai controllato che si senta e veda tutto bene, manda il tuo video a info@fightthestroke.org 

La campagna verrà girata nei prossimi mesi a Milano, in Italia, e abbiamo bisogno di te: registra subito il video e inviacelo entro domenica 21/6/2026. Sarà il regista a scegliere i migliori protagonisti per questo film, ma tutte le persone che invieranno il video riceveranno una risposta via mail.

 

Milano, 9 Giugno 2026

 

-English Version-

 

CEREBRAL PALSY ON SET!

 

Cast for the 2026 global campaign on Cerebral Palsy

 

We're about to film the new campaign promoted by the FightTheStroke Foundation and its allies to raise awareness of Cerebral Palsy, and we need you: if you're a person with Cerebral Palsy and want to be part of this project, helping us represent this condition in all its forms, apply to be one of the protagonists of our film.

 

Who are we looking for?

Children, adolescents, and adults of all genders and ethnicities, with various forms of Cerebral Palsy (GMFCS I-II-III-IV-V), ages 5 and up, to share the variety of ways the condition manifests itself in motor, verbal, nutritional, and cognitive domains.

 

How to participate

  1. Take, or have someone take, a full-length video interview. For children: a parent/family member can take the video and guide you through the various stages of the video interview, even interjecting some of the answers when necessary. If the person is unable to speak fluently, the person filming the video can help explain the answers on behalf of the interviewee.

  2. Introduce yourself by saying your name, age, where you live, and describe the type of Cerebral Palsy you’re living with, showing which parts of your body it impacts.

  3. Tell us about yourself: what you do, what your hobbies and passions are, and whether you play any sports.

  4. Describe what Cerebral Palsy prevents you from doing, and then tell us what you can do, perhaps in your own way, thanks to Cerebral Palsy. If you'd like, you can also show it on video (for example, show us how you walk and what supports you need to do it, how you tie your shoes or brush your teeth, or any gestures that represent how you live your daily life with Cerebral Palsy).

  5. If you can speak English, say this sentence: "Cerebral Palsy doesn't look just one way. It has many ways of moving, speaking, and communicating. In every person, it has a unique expression. And this is mine!"

  6. Once you've done everything and checked that everything is clear and audible, send your video to info@fightthestroke.org 

The campaign will be filmed in the coming months in Milan, Italy, and we need your help: record your video now and send it to us by Sunday, June 21, 2026. The director will choose the best actors for this film, but all the people who send the video will receive a response by email.

 

Milan, June 9, 2026

Partecipa con noi al webinar #Voice4All: per imparare ad usare la Comunicazione per la partecipazione democratica

Partecipa con noi al webinar #Voice4All: per imparare ad usare la Comunicazione per la partecipazione democratica

Voice4All.eu

In occasione del Global Accessibility Awareness Day (GAAD), che si celebra il 21 maggio, questo webinar è stato disegnato con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’importanza dell’accessibilità digitale e dell’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita pubblica. Il GAAD rappresenta un momento chiave a livello globale per promuovere il diritto all’accesso equo alle informazioni, ai servizi e alla partecipazione democratica: per questo abbiamo scelto questa data per riflettere insieme su come la comunicazione possa diventare uno strumento concreto di cambiamento.

Il webinar formerà i partecipanti su come progettare e implementare diversi tipi di campagne di comunicazione che contribuiscono al processo democratico, inclusa la rilevanza dei diversi media per raggiungere specifici gruppi target e l’importanza di adattare il linguaggio al pubblico.

 

Al termine di questo webinar sarai in grado di:

  • trasformare i diritti delle persone con disabilità in messaggi di campagna efficaci;

  • raggiungere il pubblico giusto attraverso i media più appropriati;

  • riconoscere e creare rappresentazioni autentiche e inclusive;

  • bilanciare obiettivi di sensibilizzazione, advocacy e raccolta fondi;

  • progettare campagne che rafforzino la partecipazione democratica.

 

L’appuntamento è online, sulla piattaforma Zoom, e per ricevere l’invito ti basterà iscriverti gratuitamente da questo link:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeBo0SiPf4ey1LsjKPZmFv0MeVHkbx6rT2ij_XyKCq56nDK3g/viewform

 

Durante la giornata del 21 maggio, si alterneranno sul palco virtuale diversi speaker, dalle h11 alle h16; qui di seguito trovi un elenco delle diverse sessioni, che si terranno tutte in lingua inglese:

 

11:00 | Benvenuto e introduzione

  • CP-ECA e FightTheStroke Foundation

  • Benvenuto, verifica dell’accessibilità e celebrazione del GAAD

  • Obiettivo del webinar: FFedeli

  • Inquadramento della comunicazione come forma di partecipazione democratica: JCoughlan

  • Principio: Nulla su di noi senza di noi – Ospite a sorpresa

 

11:15 | Sessione 1 — Keynote di Katy Talikowska, CEO di The Valuable 500

  • Come lo storytelling può dare potere ai leader di domani.

 

12:15 | Sessione 2 — Intervento di Henry Smith, Founder di Inclusively Made

  • La pubblicità per una rappresentazione più equa delle persone con disabilità: analisi delle migliori e peggiori pratiche comunicative a livello globale.

 

13:15 | Pausa pranzo

 

14:15 | Sessione 3 — Intervento registrato di Andy Stevenson, presentatore, reporter e commentatore sportivo

  • Dalla visibilità alla voce: la rappresentazione mediatica delle persone con disabilità nello sport può essere un motore di partecipazione democratica?

 

15:15 | Sessione 4 — Il dilemma eterno: campagne di sensibilizzazione verso campagne di raccolta fondi

  • Mini panel/dibattito, moderato dal Prof. Filippo Trevisan, Professore Associato, IUL University, Firenze, con:

    • Martina Fuga, Presidente di Coordown

    • Livio Basoli, CCO Dude

    • Valerio Melandri, Fondatore del Fundraising Festival

 

15:45 | Conclusione e riepilogo delle competenze chiave

 

16:00 | Fine

 

Voice4All è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma EU Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), coordinato dall’associazione europea CP-ECA e dalle associazioni nazionali di persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale in Francia, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Ucraina. In Italia il progetto è sostenuto dalla Fondazione FightTheStroke.

Scopri qui gli altri percorsi formativi del progetto: https://cerebralpalsyeurope.org/voice4all-eu/

 

Milano, 19 Aprile 2026

Un nuovo progetto per plasmare insieme le future politiche dell’Unione Europea sulla disabilità

Un nuovo progetto per plasmare insieme le future politiche dell’Unione Europea sulla disabilità

Voice 4All.eu manifesto: people with disabilities shaping future EU policy priorities and challenges

Voice4All.eu è il nuovo progetto europeo che offre alle persone con disabilità la possibilità di contribuire a plasmare il futuro dell’Europa.

Basandosi sull’esperienza del precedente progetto Vote4All.eu, quest’iniziativa va oltre il diritto di voto, per concentrarsi su come vengono elaborate le politiche dell’Unione Europea e su come i cittadini con disabilità possano influenzarle. Fondato sul Manifesto per la Paralisi Cerebrale, riunisce partecipanti provenienti da tutta Europa per esplorare le principali aree politiche che incidono sulla vita quotidiana.

Attraverso una combinazione di webinar, workshop e momenti di confronto con esperti e decisori politici, i partecipanti acquisiscono competenze, conoscenze e strumenti per prendere parte ai processi decisionali a tutti i livelli. Il percorso si conclude con una conferenza finale a Bruxelles, trasformando le riflessioni condivise in raccomandazioni concrete per politiche europee più inclusive.

I processi decisionali dell’UE possono sembrare fuori portata — soprattutto per le persone con disabilità che affrontano ulteriori barriere legate all’accesso, all’informazione e al supporto. Voice4All.eu colma questo divario, sviluppando conoscenze, competenze e fiducia necessarie per partecipare in modo efficace a livello locale, nazionale ed europeo.

Concentrandosi su cinque aree chiave — istruzione, ricerca, mobilità, occupazione e vita indipendente — il progetto aiuta i partecipanti a orientarsi nei sistemi, comprendere responsabilità e ruoli, e utilizzare strumenti pratici per influenzare le politiche e promuovere il cambiamento.

Partecipa con noi alle missioni all’estero:

  • il primo workshop ti permetterà di scoprire meglio il processo dell’educazione inclusiva in una missione a Ljubljana, Slovenia, il 22-23 Giugno 2026;

  • la seconda mobilità riguarderà la ricerca scientifica e si svolgerà a Parigi, Francia, il 9 Ottobre 2026: sarà anche l’occasione per celebrare insieme la giornata mondiale delle persone con Paralisi Cerebrale;

  • il terzo workshop offrirà l’opportunità di approfondire il tema della mobilità accessibile e si svolgerà dal 30 Novembre al 2 Dicembre 2026 in Lussemburgo;

  • con il quarto workshop avrai la possibilità di esplorare le soluzioni per migliorare le politiche occupazionali in Europa e si terrà dal 24 al 25 febbraio 2027 a Lisbona, Portogallo;

  • dal 18 al 20 Aprile 2027 a Kyiv, Ucraina, avrai la possibilità di imparare insieme a noi i percorsi per trasformare il diritto alla vita indipendente in azioni concrete (NB: se le condizioni di sicurezza non lo permetteranno, questo workshop si terrà in Polonia);

  • la conferenza finale del progetto si terrà nel cuore della Comunità Europea, il 30 Settembre 2027 a Bruxelles, e rappresenterà un’occasione per co-creare insieme il futuro delle politiche inclusive europee.

 

Il progetto prevede anche dei momenti formativi online aperti a tutte le persone con disabilità e ai loro alleati:

  • Webinar 1: Procedure legislative - 29 Aprile 2026, h11:00-16:00 CEST

  • Webinar 2: Campagne di comunicazione - 21 Maggio 2026, h11:00-16:00 CEST

  • Webinar 3: Strumenti di advocacy - 15 Giugno 2026, 11:00-16:00 CEST

  • Webinar 4: Educazione inclusiva - 18 Novembre 2026

  • Webinar 5: Ricerca scientifica - 29 Gennaio 2027

  • Webinar 6: Libertà di movimento - 17 Marzo 2027

  • Webinar 7: Occupazione inclusiva - 12 Maggio 2027

  • Webinar 8: Vita indipendente - 21 Giugno 2027 

Iscriviti ora direttamente dal sito europeo per garantirti un posto in prima linea e decidere insieme le politiche europee che riguardano le persone con disabilità:
https://cerebralpalsyeurope.org/voice4all-eu/.

 

Ricorda che per partecipare è richiesto un livello base di conoscenza della lingua inglese e che i costi di trasferta sono rimborsati secondo le regole indicate nelle condizioni di partecipazione pubblicate sul sito del progetto.

 

Voice4All è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma EU Citizens, Equality, Rights and Values (CERV), coordinato dall’associazione europea CP-ECA e dalle associazioni nazionali di persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale in Francia, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Ucraina. In Italia il progetto è sostenuto dalla Fondazione FightTheStroke.

 

Milano, 6 Aprile 2026

FightTheStroke Foundation, 2025: stories, results, and the future of young people with Cerebral Palsy

 FightTheStroke Foundation, 2025: stories, results, and the future of young people with Cerebral Palsy

 

After 11 years of pursuing the Foundation’s mission, we reflect together on the goals achieved in 2025 and the new challenges for 2026.

ALT TEXT: the photo shows Mario D’Angelo, Honorary President of Fightthestroke Foundation, wearing a white Fight Camp t-shirt, smiling and holding his right hand open with five fingers – photo taken by Geoff Lowe during the 2025 edition of Fight Camp in Milan

KEY HIGHLIGHTS OF 2025:

The past year has been important for anyone working in Cerebral Palsy, mainly due to the following events:

  • Scientific research and drugs: among the projects we were involved in, the trial on Valbenazine for dyskinetic cerebral palsy concluded, showing the drug to be safe but not effective in reducing involuntary movements (https://www.prnewswire.com/news-releases/neurocrine-biosciences-provides-update-on-phase-3-study-of-valbenazine-in-dyskinetic-cerebral-palsy-302648241.html?utm_source=chatgpt.com). In Italy, a phase 2 trial of the drug Cenegermin was announced, involving intranasal administration of rhNGF (nerve growth factor) to children with Cerebral Palsy: the study involves 10 centers in Italy, with administration expected to officially begin in 2026. Results of recent stem cell studies were also announced, particularly noteworthy those from Dutch and Australian teams in the European Premstem project (update here: https://www.youtube.com/watch?v=ierbHKph_mw&list=PLIMgJO3GaHXhNa0HN8xsPSKg77fKdkOfs&index=4).

  • Technology and design: major updates concern robot-assisted rehabilitation, electrical stimulation, sensors, exoskeletons, development of AI algorithms for early diagnosis and movement assessment in infants at risk of Cerebral Palsy. We discussed this here and here.

  • Paralympic sports: among athletes who participated in major global events (World Para Athletics Championships 2025 in New Delhi and World Para Swimming in Singapore), few athletes with CP classifications achieved medals or records. Several CP Football (7-a-side) matches of the Italian national team took place, along with participation of the Fightthestroke junior team at the CP Football Festival in Oslo. In 2025 we mourned the passing of coach Renzo Vergnani, who invested greatly with us in developing CP football in Italy.

  • Dissemination and recognition: World Cerebral Palsy Day 2025 was celebrated on October 6, with the award-winning global awareness campaign “More Than Palsy.” The Elsass Award 2025 was granted to Prof. Andrea Guzzetta (Stella Maris, Pisa, interviewed here) for studies on early diagnosis and neuroplasticity in infants with CP; while Prof. Giuseppina Sgandurra and Dr. Giovanni Arras were appointed Knights of the Order of Merit of the Italian Republic for innovations in rehabilitation and co-design with families.

  • Regulatory/institutional updates: the European Accessibility Act (EAA) came into force in Italy in 2025, establishing that key products and services (such as smartphones, computers, banking terminals, transport, communication and IT services) must be accessible to people with disabilities; it also sets common EU standards to promote digital and physical accessibility, and specific requirements such as text-to-speech, readable font sizes, accessible transport information, simplified payment interactions and telecommunications. The Italian disability reform (linked to enabling law 227/2021 and implemented by Legislative Decree 62/2024) entered an experimental phase during 2025, revising the definition of “person with disability” in line with the UN Convention; implementing an integrated evaluation system based on a basic and a multidimensional assessment to better understand individual real-life needs; defining an individualized life project integrating social, health, educational and employment aspects. In 2025 the interministerial technical working group on family caregivers concluded its work, preparing a draft bill recognizing the role and rights of caregivers, especially cohabiting and primary caregivers, and providing economic and social protections. During 2025, Fightthestroke Foundation further expanded its European and international collaborations, particularly with CP-ECA in Europe and ICPS globally.

Key results with CP-ECA:

  • Democratic participation was strengthened through the European project CERV – Citizen Vote4All.eu: the project focused on enhancing democratic participation of people with cerebral palsy and complex disabilities, where legal, physical and attitudinal barriers still limit equality of citizenship across Europe. Coordinated by Cerebral Palsy Europe, the consortium included Fight the Stroke Foundation (Italy), Zveza Sonček (Slovenia), APPC (Portugal), FAPPC (Portugal), and CP Nederland (Netherlands). Activities included five transnational in-person study visits (Milan, Ljubljana, Lisbon and Porto, The Hague, Brussels), complemented by online webinars. A total of 460 participants were involved. Exchanges with EU Parliament members, European Commission officials, electoral bodies, ministries, municipalities and other institutions created concrete opportunities to address barriers to voting, political representation and civic engagement. The project also fostered a strong sense of European community.

  • Disability rights were promoted through the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities (CRPD): Cerebral Palsy Europe contributed to the EU review by submitting an alternative report and participating in hearings in Geneva.

  • Contributions to EU health policy continued despite lack of operating grants in 2025 under EU4Health; participation included the Global Health Policy Forum in Brussels and multiple workshops.

  • Leadership roles within the European Disability Forum (EDF) were maintained, including the election of Rui Coimbras to the EDF Board.

  • Participation in the European Day of Persons with Disabilities (EDPD 2025).

  • Launch of a new website: www.cerebralpalsyeurope.org and contribution to the “More Than Palsy” campaign.

Key results with ICPS:

  • Strong global advocacy presence across WHO, UN, Global Disability Summit (Berlin), Zero Project Conference (Vienna), and others. First-ever CP side event at the World Health Assembly.

  • Strengthening of networks through in-person meetings (IAACD Congress in Heidelberg) and webinars.

  • Launch of the impactful “More Than Palsy” campaign.

  • Major advocacy achievements, including inclusion of Baclofen in WHO Essential Medicines List.

  • Contributions to WHO Assistive Technology Roadmap and global disability policy.

  • Work on early identification (CP360), adult CP, and communication strategies.

Despite challenging geopolitical and economic conditions, in 2025 we benefited from a fundraising campaign promoted by Fondazione Mediolanum supporting neurodevelopmental rehabilitation, enabling us to plan future initiatives.

We strengthened our ambassador network and expert sounding board, increased access to European funding, and maintained a full calendar of sport-rehabilitation initiatives including Fight Camp (9th and 10th editions).

We continued scientific research (AINCP project), innovation projects (MirrorHR, MirrorBuddy), and international collaborations. The MirrorHR app surpassed 10,000 downloads across 96 countries, enabling real-world AI-based detection of nocturnal epileptic seizures.

We advanced knowledge in Nutrition, Sport, and Disability through research with ICANS – University of Milan, demonstrating benefits of personalized diet and supplementation.

We contributed to multiple scientific publications, supported accessible gaming initiatives (as the Playable project, together with Fondazione Asphi and Bosch) and expanded training on DEIB topics, both in enterprises and schools.

METRICS AND ACTIVITIES IN 2025:

Our blog content positions us as a mature third-sector actor, addressing beneficiary needs with high-quality information. Key highlights include:

  • Surveys on most searched CP topics

  • Sports calendar communication

  • Vote4All project promotion

  • Nutrition initiatives with Nestlé HS

  • Inclusive design recognition

  • Arts and social inclusion projects

  • Fundraising campaigns

  • Robotics in rehabilitation

  • AI and health literacy initiatives

  • Fight Camp events (Oslo and Milan)

  • International campaign “More Than Palsy”

We participated in over 70 events, received multiple recognitions (including Officine UNICEF and Politecnico di Milano awards), and contributed to global discussions on disability.

The “More Than Palsy” campaign reached an estimated 12–20 million people globally, with up to 35 million impressions, winning the Grand Prix Non Profit – ADCI Awards 2025 and a Bronze at European ADCE Awards 2025.

FUNDRAISING AND DIGITAL PERFORMANCE:

  • 5x1000: €42,527 collected

  • Website traffic increased significantly (49,177 visits, +32%)

  • Global reach across 96 countries

  • 634 information requests on the website (+30%)

  • Social media growth continued across all platforms (Facebook, Instagram, LinkedIn, YouTube, etc.), with YouTube reaching 176,651 views.

OBJECTIVES 2026:

Key priorities include:

  • Advancing research (Cenegermin trial, AINCP, CC4C, VibraKids, Voice4All)

  • Developing Child-health Tech/AI tools (MirrorHR, MirrorBuddy)

  • Expanding Fight Camp model and adapted sports literacy

  • Strengthening communication campaigns

  • Exploring long-term initiatives (collective fund, employment, robotics)

After eleven years of continuous work, we feel the weight of physical and mental fatigue, but also deep satisfaction for what has been achieved. Our gaze is now set on 2029, when Mario will turn 18yo, marking a key milestone to assess the impact of our journey with over 1,500 people with Cerebral Palsy in Italy and with alliances across 60 countries worldwide.

We will continue learning, building alliances, and supporting families when they need it most.

Thank you to those who will continue walking this path with us—and to those who will carry our mission forward.

Milan, March 2026

*This is a shorter version of the Italian 2025 report published here

 

FightTheStroke Foundation, 2025: storie, risultati e futuro dei giovani con Paralisi Cerebrale

 FightTheStroke Foundation, 2025: storie, risultati e futuro dei giovani con Paralisi Cerebrale

 

Superati gli 11 anni di missione della Fondazione Fightthestroke, riflettiamo insieme sugli obiettivi raggiunti nel 2025 e sulle nuove sfide per il 2026.

ALT TEXT: la foto rappresenta Mario D’Angelo, Presidente onorario della Fondazione Fightthestrok,e con la maglietta bianca del Fight Camp, sorridente e con la mano destra aperta a 5 dita – foto scattata da Geoff Lowe durante l’edizione 2025 del Fight Camp a Milano

LE PRINCIPALI EVIDENZE DEL 2025:

L’anno appena concluso si è rivelato importante per chiunque si occupi di Paralisi Cerebrale, principalmente per questi eventi:

  • Ricerca scientifica e farmaci: tra i progetti in cui siamo stati coinvolti, si è concluso il trial sulla Valbenazine per la paralisi cerebrale discinetica, che si è rivelato un farmaco sicuro ma non efficace per ridurre i movimenti involontari (https://www.prnewswire.com/news-releases/neurocrine-biosciences-provides-update-on-phase-3-study-of-valbenazine-in-dyskinetic-cerebral-palsy-302648241.html?utm_source=chatgpt.com). E’ stato annunciato in Italia il trial di fase 2 sul farmaco Cenegermin, per la somministrazione intranasale di rhNGF (fattore di crescita nervoso) a bambini con Paralisi Cerebrale: lo studio coinvolge 10 centri in Italia, la somministrazione dovrebbe partire ufficialmente nel 2026. Sono stati annunciati i risultati di alcuni recenti studi sulle cellule staminali, in particolar modo interessanti quelli dei team Olandesi e Australiani nel progetto europeo Premstem (qui un aggiornamento: https://www.youtube.com/watch?v=ierbHKph_mw&list=PLIMgJO3GaHXhNa0HN8xsPSKg77fKdkOfs&index=4). 

  • Tecnologia e design: i principali aggiornamenti riguardano la riabilitazione robot-assistita, la stimolazione elettrica, la sensoristica, gli esoscheletri, lo sviluppo di algoritmi AI per la diagnosi precoce e la valutazione dei movimenti in neonati a rischio di Paralisi Cerebrale. Ne abbiamo parlato qui e qui.

  • Sport paralimpico: tra gli atleti che hanno partecipato alle principali manifestazioni mondiali (World Para Athletics Championships 2025 a New Delhi e World Para Swimming a Singapore) pochi gli atleti con classificazioni legate alla PC che hanno ottenuto medaglie o record. Si sono tenute anche alcune partite di Calcio a 7 CP della nazionale italiana, oltre alla partecipazione della squadra di atleti junior Fightthestroke al CP Football Festival di Oslo. Nel 2025 abbiamo pianto la scomparsa dell’allenatore Renzo Vergnani, che tanto ha investito insieme a noi per sviluppare la disciplina del calcio CP in Italia.

  • Disseminazione e riconoscimenti: il World Cerebral Palsy Day 2025 è stato celebrato il 6 ottobre, con la pluripremiata campagna di sensibilizzazione globale ‘More Than Palsy’. Il Premio Elsass 2025 è stato assegnato al Prof. Andrea Guzzetta (Stella Maris, Pisa, lo abbiamo intervistato qui) per studi sulla diagnosi precoce e neuroplasticità nei neonati con PC; mentre la Prof.ssa Giuseppina Sgandurra e il Dr. Giovanni Arras sono stati nominati Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana per le innovazioni in riabilitazione e la co‑progettazione con le famiglie.

  • Aggiornamenti normativi/istituzionali: l’European Accessibility Act (EAA) è entrato in vigore anche in Italia nel 2025, sancendo che prodotti e servizi chiave (come smartphone, computer, sportelli bancari, trasporti, servizi di comunicazione e IT) devono essere accessibili alle persone con disabilità; prevede inoltre standard comuni in tutta l'UE per favorire l'accessibilità digitale e fisica, e requisiti specifici come sintesi vocale, dimensioni leggibili dei caratteri nei terminali, informazioni accessibili nei trasporti, interazioni semplificate per i pagamenti e telecomunicazioni. La riforma della disabilità italiana (collegata alla legge delega 227/2021 e attuata dal D.lgs. 62/2024) è entrata in fase sperimentale durante il 2025, rivedendo la definizione aggiornata di "persona con disabilità", in linea con la Convenzione ONU; attuando un sistema di valutazione integrato, basato su una valutazione di base e una valutazione multidimensionale pensate per comprendere meglio i bisogni individuali nella vita reale; definendo un progetto di vita individuale e personalizzato, che integra aspetti sociali, sanitari, educativi e occupazionali. Nel 2025 si è concluso il tavolo tecnico interministeriale sui caregiver familiari, istituito per definire elementi utili a una legge nazionale di riconoscimento e tutela dei caregiver; è stata così predisposta una proposta di disegno di legge che prevede il riconoscimento del ruolo e i diritti dei caregiver familiari, soprattutto conviventi e prevalenti, e la tutela economica e sociale delle persone che assistono quotidianamente familiari con disabilità.

Nel corso del 2025 la Fondazione Fightthestroke si è aperta ancora di più alle collaborazioni europee ed internazionali: in particolare con l’associazione di riferimento per la Paralisi Cerebrale in Europa CP-ECA e nel Mondo ICPS.

Questi i principali risultati dei progetti portati avanti insieme a CP-ECA:

  • E’ stata rafforzata la partecipazione democratica attraverso il progetto europeo CERV – Citizen Vote4All.eu: il progetto si è concentrato sul rafforzamento della partecipazione democratica delle persone con paralisi cerebrale e delle persone con disabilità complesse, un'area in cui barriere legali, fisiche e attitudinali continuano a limitare l'uguaglianza di cittadinanza in tutta Europa. Coordinato da Cerebral Palsy Europe, il progetto ha riunito un solido consorzio di partner: Fight the Stroke Foundation (Italia), Zveza Sonček (Slovenia), APPC (Portogallo), FAPPC (Portogallo) e CP Nederland (Paesi Bassi). Le attività hanno incluso cinque visite di studio transnazionali in presenza ospitate a Milano, Lubiana, Lisbona e Porto, L'Aia e Bruxelles, integrate da webinar online di apertura e chiusura per garantire un'ampia accessibilità. In totale, 460 partecipanti sono stati coinvolti durante il progetto, tra cui persone con paralisi cerebrale, familiari, rappresentanti della società civile e autorità pubbliche. Il consorzio ha collaborato attivamente con membri del Parlamento europeo, funzionari dell'Unità Democrazia della Commissione Europea, commissioni elettorali nazionali, ministeri, comuni e altri enti governativi. Questi scambi hanno creato concrete opportunità per affrontare gli ostacoli al voto, alla rappresentanza politica e all'impegno civico. Oltre all'impatto politico, Vote4All.eu ha contribuito in modo significativo a costruire un forte senso di comunità europea. I partecipanti, in particolare i giovani con paralisi cerebrale, hanno sviluppato legami duraturi e condiviso competenze di advocacy, gettando le basi per future azioni collettive. I risultati del progetto costituiscono ora una solida base per il proseguimento del lavoro sulla partecipazione democratica e per una più profonda cooperazione con i partner istituzionali e della società civile in tutta Europa.

  • Sono stati promossi i diritti delle persone con disabilità attraverso la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD): Cerebral Palsy Europe ha svolto un ruolo attivo nella revisione dell'attuazione da parte dell'Unione Europea della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, presentando un rapporto alternativo al Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità, garantendo che le realtà vissute dalle persone con paralisi cerebrale fossero tenute in considerazione nel processo di revisione. I rappresentanti hanno partecipato a briefing con i relatori del Comitato e sono intervenuti all'audizione riservata delle ONG durante la revisione dell'UE a Ginevra. Le osservazioni conclusive del Comitato sono state ampiamente accolte con favore dal punto di vista di Cerebral Palsy Europe, in particolare laddove hanno rafforzato gli obblighi dell'UE ai sensi della Convenzione. Allo stesso tempo, Cerebral Palsy Europe nutre alcune preoccupazioni riguardo ad alcune posizioni sulla vita indipendente e l'occupazione, in particolare la richiesta di ritirare i finanziamenti UE dai contesti istituzionalizzati e dai laboratori protetti, anche laddove alternative basate sulla comunità potrebbero non essere ancora disponibili. Nonostante queste preoccupazioni, la relazione finale fornisce un prezioso quadro di advocacy che Cerebral Palsy Europe utilizzerà per corroborare le future richieste di azioni a livello UE in tutti i settori coperti dalla Convenzione.

  • Le iniziative promosse da CP-ECA hanno contribuito alla politica sanitaria europea, firmando un accordo quadro di partenariato con la Commissione europea nell'ambito del programma EU4Health alla fine del 2024. Sebbene la Commissione abbia infine deciso di non assegnare sovvenzioni operative alle organizzazioni della società civile che hanno stipulato tali partenariati nel 2025, l'organizzazione è rimasta attivamente impegnata nella definizione della politica dell'UE in materia di salute e disabilità. Cerebral Palsy Europe ha partecipato al Global Health Policy Forum a Bruxelles a maggio e ha contribuito a una serie di workshop online sulle future linee guida dell'UE in materia di salute e disabilità.

  • Sono state mantenute posizioni di leadership all'interno dell'European Disability Forum: un risultato fondamentale è stata l'elezione di Rui Coimbras a membro a pieno titolo del Consiglio di Amministrazione dell'EDF, rafforzando la rappresentanza della paralisi cerebrale al più alto livello strategico. Anche le prospettive giovanili e di genere sono state attivamente rappresentate: Agnes Kojc ha continuato il suo impegno nel Comitato Giovani dell'EDF, mentre Laura Coccia ha partecipato al Comitato Femminile dell'EDF. Inoltre, i rappresentanti di Cerebral Palsy Europe hanno preso parte a riunioni periodiche di coordinamento delle ONG europee, nonché a vertici, consultazioni, webinar e workshop tematici dell'EDF, garantendo un contributo coerente alla promozione della disabilità a livello europeo.

  • In occasione della Giornata Europea delle Persone con Disabilità (EDPD 2025), Cerebral Palsy Europe è stata rappresentata da Agnes Kojc, Laura Coccia e dalla nostra rappresentante italiana dei giovani adulti Fatiha Quaratino. L'organizzazione ha partecipato attivamente all'evento, che rimane uno dei più importanti forum annuali per il dialogo sui diritti delle persone con disabilità nell'UE. In particolare, Agnes Kojc ha preso parte alla cerimonia degli EU Accessible City Awards, assegnando uno dei premi a nome della giuria.

  • Cerebral Palsy Europe ha lanciato un nuovo sito web (www.cerebralpalsyeurope.org), migliorando la visibilità, l'accessibilità e la comunicazione con i membri e le parti interessate. L'organizzazione ha anche partecipato alla campagna video "More Than Palsy", contribuendo alla sensibilizzazione e alla rappresentazione positiva delle persone con Paralisi Cerebrale.

Questi i principali risultati dei progetti portati avanti insieme a ICPS:

  • Nel 2025 l'ICPS ha svolto un ruolo di grande visibilità e influenza nel rappresentare la comunità globale della paralisi cerebrale (PC) in un'ampia gamma di forum internazionali dedicati a politica, salute e disabilità: in particolare, l'ICPS ha co-organizzato e partecipato al primo evento collaterale sulla paralisi cerebrale in occasione dell'Assemblea Mondiale della Sanità (AMS); questo evento fondamentale ha segnato un significativo passo avanti nel posizionamento della paralisi cerebrale all'interno delle agende sanitarie globali e ha fornito una piattaforma per le persone con PC e i loro rappresentanti per parlare direttamente con gli Stati membri e le parti interessate internazionali. La rappresentanza dell'ICPS si è estesa anche al Vertice Mondiale sulla Salute, dove l'organizzazione ha contribuito a discussioni di alto livello sull'equità sanitaria globale, l'inclusione della disabilità e la copertura sanitaria universale, assicurando che i bisogni e le prospettive delle persone con paralisi cerebrale fossero considerati insieme alle più ampie priorità in materia di malattie non trasmissibili e riabilitazione. Alle Nazioni Unite, l'ICPS ha mantenuto una presenza forte e poliedrica. Ciò ha incluso l'organizzazione e la partecipazione a un evento collaterale alla Conferenza degli Stati Parte (COSP) della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) e un intervento al Forum della Società Civile a New York. Oltre al sistema delle Nazioni Unite, l'ICPS è stata rappresentata al Global Disability Summit di Berlino e alla Zero Project Conference di Vienna, contribuendo alle discussioni sullo sviluppo inclusivo della disabilità, l'innovazione e gli approcci basati sui diritti. Inoltre, l'ICPS ha svolto un ruolo fondamentale nel rappresentare la voce della nostra comunità nel lavoro in corso per aggiornare la descrizione ufficiale della paralisi cerebrale, collaborando strettamente con il comitato editoriale di Developmental Medicine & Child Neurology (DMCN) per garantire che la descrizione rifletta la comprensione contemporanea, l'esperienza vissuta e la diversità globale.

  • Il rafforzamento delle reti tra i membri e con i partner strategici è rimasto una priorità centrale. Una pietra miliare significativa è stata la prima riunione di persona dell'ICPS dopo la pandemia di COVID-19, tenutasi nell'ambito del Congresso dell'International Alliance of Academies of Childhood Disability (IAACD) a Heidelberg. Questo incontro ha permesso ai membri di diverse regioni di riconnettersi, scambiarsi esperienze e allineare le priorità per future attività di advocacy e collaborazione. L'ICPS ha inoltre facilitato una serie di webinar online per promuovere lo scambio di conoscenze e il coinvolgimento tra i membri. Tra questi, un webinar sugli adolescenti con paralisi cerebrale, organizzato in collaborazione con l'OMS e tenutosi il 3 dicembre 2024, che ha esplorato la transizione dall'infanzia all'età adulta e le relative sfide in termini di salute, istruzione e partecipazione. Un altro webinar, tenutosi a febbraio 2025, si è concentrato sulla Disability Health Equity Initiative dell'OMS, fornendo ai membri informazioni sugli obiettivi, la struttura e le opportunità di coinvolgimento dell'iniziativa. Per supportare lo sviluppo di politiche globali sulle tecnologie assistive, l'ICPS ha co-organizzato dei focus group a marzo 2025 per informare la prossima Roadmap globale dell'OMS sull'accesso alle tecnologie assistive. Questi focus group hanno garantito che le prospettive di esperienza vissuta dalla comunità con paralisi cerebrale fossero integrate nella roadmap fin dalle prime fasi. A livello regionale, l'ICPS ha supportato e partecipato a visite di studio di persona nell'ambito del progetto Vote4All di Cerebral Palsy Europe, che si sono svolte in cinque paesi europei.

  • Il momento clou dell'anno in termini di comunicazione è stata la campagna video di grande impatto "More Than Palsy", lanciata in occasione del World Cerebral Palsy Day. La campagna, guidata dalla Fondazione Fight the Stroke (Italia), membro dell'ICPS, ha unito messaggi forti a una narrazione creativa per sfidare gli stereotipi e stimolare il dibattito pubblico. La campagna ha raggiunto una portata significativa sui social media e nelle reti di partner, contribuendo ad aumentare la visibilità della paralisi cerebrale e a rendere più articolate le narrazioni pubbliche.

  • Il Gruppo di lavoro sulle relazioni con l'ONU e l'OMS ha avuto un anno eccezionalmente attivo, consolidando la posizione dell'ICPS come attore autorevole della società civile all'interno dei sistemi multilaterali. Un rappresentante dell'ICPS ha partecipato come relatore alla Giornata di discussione generale del Comitato delle Nazioni Unite sull'articolo 29 della CRPD, affrontando la questione della partecipazione delle persone con disabilità alla vita politica e pubblica. Attraverso Cerebral Palsy Europe, l'ICPS ha contribuito con un contributo alla revisione dell'attuazione della CRPD da parte dell'UE ed è intervenuta al relativo briefing con la società civile a Ginevra. L'organizzazione ha partecipato attivamente alla Conferenza degli Stati Parte (COSP) della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) a New York, intervenendo anche al forum della società civile. Un risultato chiave è stata l'organizzazione di un evento collaterale del COSP sponsorizzato dal Lussemburgo, con la partecipazione di relatori con paralisi cerebrale e incentrato sul contributo delle persone con paralisi cerebrale allo sviluppo sociale. Il coinvolgimento con l'OMS è stato sia strategico che sostanziale. L'ICPS ha co-organizzato un evento collaterale sulla paralisi cerebrale all'Assemblea Mondiale della Sanità, insieme ai partner del CP360 e sponsorizzato da Costa Rica, Irlanda e Zimbabwe. L'ICPS è intervenuta anche a un altro evento collaterale dell'AMS sulla partecipazione sociale e la copertura sanitaria universale. Un importante successo nell'advocacy è stato l'inclusione del baclofene negli elenchi modello dei farmaci essenziali dell'OMS, a seguito di una campagna sostenuta e di una testimonianza durante un'udienza a Ginevra a maggio. Questo ha segnato il primo trattamento per la paralisi cerebrale ad essere incluso negli elenchi. L'ICPS ha contribuito allo sviluppo della prossima Roadmap Globale sull'Accesso Universale alle Tecnologie Assistive, co-organizzando due focus group con il Global Disability Innovation Hub. Inoltre, l'ICPS è stata attiva in tutti e cinque i filoni di lavoro della World Rehabilitation Alliance, anche collaborando all'organizzazione di un evento collaterale presso le Nazioni Unite sull'SDG3. L'obiettivo per il 2026 include la promozione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che riconosca ufficialmente il 6 ottobre come Giornata Mondiale della Paralisi Cerebrale, nonché il proseguimento degli sforzi per una risoluzione dell'AMS sulla paralisi cerebrale nel 2027.

  • Il Gruppo di Lavoro sull'Identificazione Precoce e l'Intervento mira a integrare la prospettiva dell'esperienza vissuta nel quadro CP360 nella ricerca, nelle politiche e nella pratica. CP360 è stato presentato in diverse sessioni al Congresso IAACD di Heidelberg e in una sessione dedicata allo screening universale per la paralisi cerebrale alla Conferenza AACPDM di New Orleans. Un articolo accademico sullo screening universale è stato pubblicato su eClinicalMedicine, che spiega l'approccio proposto. L'ICPS ha co-organizzato un evento collaterale informale sull'intervento precoce al Global Disability Summit, in collaborazione con la Clinton Health Access Initiative, l'OMS e importanti ONG tra cui Save the Children e Humanity & Inclusion. Insieme a Cerebral Palsy Europe ha co-guidato una richiesta di finanziamento Horizon Europe su un approccio al monitoraggio della paralisi cerebrale lungo tutto l'arco della vita, con l'OMS Europa come partner. L'impegno nel Global Burden of Disease Study si è concentrato sul miglioramento delle statistiche globali, con le ultime stime di circa 50 milioni di persone con una disabilità di paralisi cerebrale in tutto il mondo pubblicate su The Lancet.

  • Il Gruppo di lavoro sugli adulti con paralisi cerebrale ha promosso una sessione dedicata agli adulti con paralisi cerebrale al Congresso IAACD di Heidelberg, affrontando temi quali salute, partecipazione, invecchiamento e lacune nei servizi. L'ICPS è stata invitata a parlare della necessità di un approccio strategico all'età adulta e all'invecchiamento con paralisi cerebrale al webinar della Southern African Academy of Childhood Disability ad agosto e sugli standard e le opportunità internazionali per quanto riguarda la vita indipendente nella comunità per le persone con elevato bisogno di supporto al congresso annuale di ASPACE (Spagna) a ottobre. Inoltre, Cerebral Palsy Europe ha co-guidato una richiesta di finanziamento dell'UE incentrata sull'attuazione del Pacchetto UE per l'occupazione delle persone con disabilità, in collaborazione con la KU Leuven e con l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) come partner associato.

  • Il Gruppo di Lavoro sulla Comunicazione ha svolto un ruolo centrale nel supportare la campagna "More Than Palsy" in occasione della Giornata Mondiale della Paralisi Cerebrale. Guidato dalla FightTheStroke Foundation, il gruppo di lavoro ha contribuito allo sviluppo della campagna fornendo suggerimenti sul concept, traduzioni in più lingue, strategie di diffusione e supporto finanziario. L'ICPS ha organizzato e ospitato un evento di lancio online a ottobre, riunendo membri, partner e sostenitori per amplificare il messaggio e la portata della campagna. La campagna ha notevolmente rafforzato la visibilità dell'ICPS e ha ribadito l'importanza di una comunicazione coraggiosa e guidata dalla comunità per promuovere i diritti e l'inclusione delle persone con paralisi cerebrale.

Nonostante le mutate condizioni geopolitiche, che si riflettono anche sugli equilibri tra Paesi, sull’aumento dei costi fissi gestionali e sulla riduzione della propensione alle donazioni, nel 2025 abbiamo comunque potuto contare sulla campagna promossa da Fondazione Mediolanum a nostro favore, per il sostegno alla riabilitazione dei bambini con problemi del neurosviluppo: la raccolta fondi si è conclusa a fine anno con un risultato inatteso, permettendoci così di tornare a progettare prossime iniziative anche di capacity building all’interno della Fondazione Fightthestroke.

Abbiamo consolidato una rete di ambasciatori #fightthestroke e un ‘sounding board’ di esperti, che ci auguriamo possano validare e amplificare i messaggi della nostra missione negli anni a venire; abbiamo aumentato anche la nostra capacità progettuale per accedere ai fondi di bandi europei in alleanza con partner italiani e internazionali.

Sul fronte sport-riabilitazione, abbiamo rispettato il calendario annuale che ha coperto tutti i mesi dell’anno con almeno un’iniziativa da noi promossa, insieme alla 9° e 10° edizione del Fight Camp (all’estero e in Italia); fuori calendario e in collaborazione con la federazione sportiva, abbiamo promosso una sessione di virtual-para-taekwondo; anche sul fronte arte-cultura abbiamo concluso con successo il progetto pilota del corso di doppiaggio/teatro e socialità per giovani adolescenti su Milano.

Sono proseguite le iniziative a favore della ricerca scientifica, soprattutto attraverso il progetto AINCP (che entrerà nel cuore della fase riabilitativa nel 2026) e che nel 2025 ha raggiunto molti degli obiettivi prefissati; tra i vari obiettivi raggiunti da FTSsrl insieme alla Fondazione FightTheStroke, abbiamo attivamente collaborato anche al rilascio del primo fumetto sulla paralisi cerebrale e al coinvolgimento di una giovane ragazza con emiplegia alle fasi di doppiaggio della mascotte Andi. Abbiamo poi raccolto nuove evidenze dai dati dell’epilepsy research kit MirrorHR grazie ad una collaborazione con l’Università di Bologna e avviato il pilota di un nuovo modello di apprendimento per studenti con disturbi specifici (MirrorBuddy). Si è concluso anche il progetto Transmit Australia con il rilascio del primo prototipo dell’app CP Thrive, per ora disponibile solo in Australia.

L’app MirrorHR, l’epilepsy research kit disponibile gratuitamente dal 2021 sull’Apple store, continua a restituire impagabili ore di sonno alle famiglie, consentendo al contempo di intervenire prontamente all’emergere delle crisi epilettiche dei loro cari. Nel 2025 l’applicazione è stata scaricata da 1.230 nuove famiglie (solo traffico organico), superando così i 10.000 downloads e la presenza in 96 nazioni. Tra questi utenti, le famiglie che hanno partecipato al co-sviluppo hanno donato 135 milioni di battiti cardiaci e ca. 8.000 sono state le crisi epilettiche tracciate. Un primo studio portato avanti dall’Università di Bologna ha valutato se fosse possibile rilevare crisi epilettiche notturne in bambini con paralisi cerebrale utilizzando dati di frequenza cardiaca (HR) raccolti da smartwatch e un modello di intelligenza artificiale (deep learning) con apprendimento “debole” (weak supervision). I dati provenivano da 156 utenti tramite app collegata ad Apple Watch e ogni notte veniva analizzata come un insieme di segmenti temporali (finestre da 5 minuti). Il modello è stato in grado di utilizzare dati reali raccolti a casa (non in ospedale) per identificare la presenza di crisi epilettiche notturne, dimostrando che è possibile superare i limiti del monitoraggio tradizionale (v-EEG) e l’efficacia dell’apprendimento debole, anche senza annotazioni precise dell’inizio delle crisi; il modello è così riuscito a riconoscere pattern associati alle crisi, sfruttare dataset ampi ma poco etichettati, nell’identificazione dei momenti critici e di specifiche finestre temporali della notte più rilevanti. Le analisi statistiche hanno mostrato che queste finestre presentano pattern fisiologici distintivi (es. variazioni della frequenza cardiaca) e sono coerenti con la presenza di crisi epilettiche; a differenza di molti modelli AI “black box”, questo approccio fornisce indicazioni su quando avvengono i segnali rilevanti, aiuta a comprendere la dinamica fisiologica delle crisi e apre la strada a possibilità di sviluppare sistemi di monitoraggio continuo, domestico e meno invasivo, con potenziale riduzione dell’ansia dei caregiver e senza necessità di supervisione notturna costante. Lo studio dimostra che un modello di intelligenza artificiale può rilevare crisi epilettiche notturne usando dati da smartwatch anche senza annotazioni precise, aprendo la strada a sistemi di monitoraggio più accessibili e realistici nella vita quotidiana, seppur necessitando di validazioni cliniche più rigorose.

Abbiamo approfondito le conoscenze su Nutrizione, Sport, Disabilità, offrendo al contempo un servizio di consulenza nutrizionale alle nostre famiglie: si è concluso lo studio in collaborazione con il centro ICANS – Università di Milano e realizzato con il contributo non condizionante di Nestlè HS: ha dimostrato la necessità di studi più ampi e protocolli dedicati, ma anche che una dieta personalizzata e la supplementazione con integratori possono sopperire alle carenze di micronutrienti e migliorare costipazione, velocità e completamento pasti, reflusso.

 

Abbiamo partecipato attivamente e sostenuto diversi congressi scientifici di settore e facilitato la partecipazione agli stessi anche di altre famiglie e giovani della comunità. Abbiamo contributo come autori a diverse pubblicazioni scientifiche, questo l’elenco aggiornato del 2025:

  1. July 2025, Towards universal early screening for cerebral palsy: a roadmap for automated General Movements Assessment https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2589537025003116 

  2. September 2025, ACT-ON-DIP: Study Protocol of 
    a Randomized Controlled Trial of a Home-Based ACTion Observation 
    Tele-RehabilitatioN for Upper Limb in Children with DIPlegic Cerebral Palsy
    https://www.mdpi.com/2227-9067/12/9/1229 

  3. October 2025, https://www.frontiersin.org/journals/sports-and-active-living/articles/10.3389/fspor.2025.1541106/full 

  4. October 2025, Pathways to Family-Centered Healthcare: Co-Designing AI Solutions with Families in Pediatric Rehabilitation https://www.frontiersin.org/journals/robotics-and-ai/articles/10.3389/frobt.2025.1594529/abstract 

  5. Novembre 2025, Atti Congresso Gipci, Franco Angeli: DATANETCP: UN MODELLO INTERREGIONALE PER LO SVILUPPO DI UN REGISTRO OSPEDALIERO DELLA PC IN ITALIA

Abbiamo partecipato alla celebrazione dei 10 anni della Fellowship Ashoka in Italia, durante gli Ashoka Changemakers day, e in questa occasione abbiamo contribuito al rilascio delle linee guida open source per eventi accessibili; è stata poi pubblicata la relazione sui nostri risultati dell’acceleratore Ashoka Globalizer.

 

Durante tutto l’anno abbiamo promosso la formazione sulle tematiche di Diversity, Equity, Inclusion, Belonging (DEIB)nelle aziende, così come nei laboratori scolastici.

 

Continua ad essere attivo il servizio Palestra dei Fighters, che offre lezioni a prezzi calmierati e fa incontrare virtualmente la domanda delle persone con disabilità con l’offerta dei nostri migliori terapisti: la piattaforma è offerta e mantenuta da noi mentre le relazioni e le transazioni avvengono direttamente con i terapisti/istruttori.  Quest’anno abbiamo erogato 54 colloqui gratuiti con la psicologa, 94 lezioni di para-taekwondo e 70 sessioni di fisioterapia online a prezzi democratici.

 

Abbiamo aumentato la penetrazione dei nostri contenuti su Youtube, anche attraverso nuove puntate di Fightthevirus (su neuroprotesi, epilessia, dati sulle persone con disabilità) e il lancio della campagna globale ‘More Than Palsy’: il canale ha raggiunto 22.000 views nel 2025, in crescita del +40% rispetto all’anno precedente e con +125 nuovi sottoscrittori (+54%).

 

Abbiamo continuato a promuovere la tecnologia abilitante e le diverse esperienze nel gaming accessibile: quest’anno in particolare, attraverso la partnership con Fondazione Asphi, abbiamo permesso a 12 bambini e bambine Fightthestroke di ottenere dei kit gioco gratuiti con il progetto Playable, di cui siamo anche stati testimonial: https://www.bosch-presse.de/pressportal/it/it/press-release-82880.html; abbiamo inoltre promosso un primo promptathon con i bambini, grazie all’iniziativa Meet&Code.

 

Abbiamo partecipato attivamente ai diversi board meeting promossi nell’ambito di queste reti: Family User Forum EACD, CP-ECA, IPSO, S4IN, World Rehabilitation Alliance.

 

Ci sono poi iniziative che cominciano a sorgere spontaneamente e di cui noi siamo solo gli enti patrocinatori: è accaduto così nel caso dei due raduni informali dei genitori #Fightthestroke, il raduno delle mamme in Sardegna e il raduno dei papà in Centro-Italia, ma anche per il viaggio-studio di Deanna Ottobre negli Stati Uniti.

 

Nel Settembre 2025 è stato pubblicato il libro di Beatrice Mautino ‘Vertigine’ che riporta una nostra testimonianza in merito ai trattamenti senza alcuna validazione scientifica, mentre dal Febbraio 2025 il nostro libro ‘Lotta e Sorridi’ è andato in esaurimento dopo 10 anni dalla prima pubblicazione.

METRICHE E ATTIVITA’ 2025:

Le pubblicazioni sul nostro blog ci qualificano come un attore maturo del terzo settore e attento a soddisfare i bisogni dei propri beneficiari, al pari di organizzazioni nazionali e internazionali con diversa capacità di spesa e struttura organizzativa: ripercorriamo qui insieme gli argomenti trattati nel corso del 2025, che è possibile recuperare anche dall’archivio sul nostro sito web.

  • Abbiamo aperto l’anno con un sondaggio su quali sono stati gli argomenti più cercati su #FightTheStroke e sulla #ParalisiCerebrale nel 2024, con l’obiettivo di creare sempre maggiore informazione e cultura sulla Paralisi Cerebrale.

  • Sempre a Gennaio abbiamo rilasciato l’articolo ‘Un 2025 di sport come agente di trasformazione sociale. E tutte le date da programmare insieme alla Fondazione FightTheStroke.’ Per informare in tempo tutti i nostri beneficiari sulle iniziative sportive promosse durante l’anno, dallo sci, al calcio, all’atletica.

  • Abbiamo incentivato l’iscrizione al percorso ‘Vote for All’ attraverso questo blog post: ‘Partecipa con FightTheStroke al progetto europeo Vote4All: per promuovere la partecipazione alla democrazia delle persone con Paralisi Cerebrale.’

  • Abbiamo cercato di raccogliere feedback e interesse per una possibile nostra successione, attraverso questo sondaggio ‘Diventa Ambasciatore #fightthestroke’.

  • In collaborazione con Nestè HS a Febbraio abbiamo pubblicato queste iniziative dedicate alla nutrizione: ‘Tutto quello che ti serve per celebrare al meglio la Feeding Tube Awareness Week 2025’.

  • A febbraio abbiamo celebrato così: ‘L’onorificenza di Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana a Giovanni Arras e a Giuseppina Sgandurra è un inno all’innovazione e al design inclusivo promosso da Fightthestroke.’

  • Per la prima volta quest’anno ci siamo occupati anche di un progetto di arte, teatro, socialità, adolescenza: ‘100 idee, 1000 voci: è partito a Gennaio il corso di Doppiaggio promosso dalla Fondazione Fightthestroke’.

  • Abbiamo promosso una grande iniziativa di raccolta fondi a nostro favore: ‘Partecipa con noi per tutto il 2025 alla campagna ‘Fragili, ma potenti’ promossa da Fondazione Mediolanum.’

  • Abbiamo creato maggiore consapevolezza sulla riabilitazione robotica in Italia: ‘ Fit for Medical Robotics: l’innovazione nella robotica ora in sperimentazione anche per la riabilitazione dei bambini con Paralisi Cerebrale’.

  • Abbiamo fatto un bilancio del progetto AINCP: ‘Cos’è il progetto AINCP e perché è importante conoscere l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nelle Paralisi Cerebrali.’ e promosso anche un’iniziativa di health literacy per i più piccoli: ‘Finalmente un fumetto per parlare della Paralisi Cerebrale a bambini, siblings, educatori e…nonni!’

  • Abbiamo aperto le iscrizioni al progetto Fight Camp Oslo: ‘Tutti in trasferta ad Oslo per il torneo di Calcio CP!’ e Fight Camp Milano: ‘FIGHT CAMP n.10 IN ARRIVO: SIETE PRONTI?’

  • Ad Aprile 2025 abbiamo condiviso il rendiconto dell’anno precedente: ‘UN ANNO DI BATTAGLIE PER CONTINUARE A CAMBIARE: IL BILANCIO 2024 DELLA FONDAZIONE FIGHTTHESTROKE (ITA/ENG)’

  • Anche quest’anno abbiamo celebrato le iniziative imprenditoriali promosse dai genitori, come ‘La mente generativa dei caregivers e la tesi di Elena Salvoro su dolore sessuale e Paralisi Cerebrale.’ e ‘Una nuova convenzione per la community #Fightthestroke: la linea di scarpe Art Footwear’

  • A Giugno abbiamo cominciato a reclutare attori per la campagna internazionale ‘More Than Palsy’: CIAK, SI GIRA!, che poi abbiamo lanciato ad Ottobre con queste iniziative: PRONTI PER URLARE AL MONDO INTERO COSA POSSONO FARE LE PERSONE CON PARALISI CEREBRALE? - Fagli vedere cosa puoi fare a Natale: sostieni con i regali solidali tutte le persone con Paralisi Cerebrale! - Una poesia che avete amato, ora disponibile qui nelle versioni integrali in Inglese e in Italiano

  • Per l’estate abbiamo aggiornato i nostri consigli per le vacanze: IN VACANZA CON LA PARALISI CEREBRALE

  • E poi il resoconto delle nostre iniziative estive del Fight Camp ad Oslo e a Milano: Lo Sport è Inclusione? Con noi è un SI. - ‘Jeg er heldig – Sono fortunato’ - Immaginare i bambini con Paralisi Cerebrale in uno spazio possibile: lo abbiamo reso realtà nel Fight Camp 2025!

  • L’anno si è chiuso con la testimonianza della nostra ambasciatrice Faty a Bruxelles: ‘Sono stata nel cuore dell’Europa per sognare un’Europa migliore e ho scoperto che già esiste. È FightTheStroke. Siamo noi.’

  • E infine un bilancio dell’impatto generato e un’analisi dettagliata sui dati che riguardano le persone con Paralisi Cerebrale: L’impatto generato dalla Fondazione Fightthestroke nell’ultimo decennio: cosa non c’era, cosa c’è, cosa manca ancora nella Paralisi Cerebrale. - Il curioso mistero del numero di persone con Paralisi Cerebrale, nel Mondo e in Italia.

Abbiamo continuato a partecipare a tanti eventi da remoto e in presenza: qui trovate la lista aggiornata di 70 eventi a cui abbiamo partecipato nel 2025 e la rassegna stampa, qui i riconoscimenti ricevuti. Tra i riconoscimenti ricordiamo in particolare il completamento del percorso Officine Unicef sull’advocacy per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e il ‘Leave your mark’ award del Politecnico di Milano. Tra gli eventi menzioniamo la partecipazione all’Autumn School dell’Università di Pisa, all’evento Making More Health a Ingelheim, in Germania, e al congresso #Sync25 promosso da TheValuable500 a Tokyo, in Giappone.

Durante l’anno, abbiamo inoltre celebrato con eventi dedicati la Giornata internazionale della Paralisi Cerebrale, il GAAD e la Giornata mondiale delle Persone con Disabilità: sicuramente l’iniziativa che più ci ha coinvolto nel 2025 è stata lo sviluppo e la distribuzione della campagna internazionale ‘More Than Palsy’. Il primo esempio di campagna internazionale sulla Paralisi Cerebrale, guidato dalla Fondazione Fightthestroke, ha raggiunto globalmente una stima di 12–20 milioni di persone, generando fino a 35 milioni di impression attraverso TV nazionali, social media, partner internazionali e earned media. In termini di media mix la campagna è stata pianificata  sulle principali TV nazionali italiane (Mediaset, Sky, Discovery, La7) con una copertura stimata di 8–12 milioni, come principale driver di awareness; sui social media (owned + paid) la copertura stimata è stata di 1,5–3 milioni; in generale le visualizzazioni dei video nei diversi formati sono state stimate in 1–2,5 milioni, grazie anche alla ripresa della campagna nella rete di partner internazionali in oltre 60 Paesi, con una copertura incrementale stimata di 2–5 milioni; in termini di earned media (notizie, stampa online, piattaforme dell’industria creativa), la copertura stimata è stata di 1–3 milioni. La stima di questi indicatori si basa su benchmark della TV italiana per campagne sociali, medie di performance dei video digitali del settore non profit, copertura da cross-posting dei network internazionali di advocacy e deduplicazione conservativa delle audience. Di fatto, una strategia di distribuzione multicanale ha trasformato un’iniziativa nazionale di sensibilizzazione in una conversazione globale sulla paralisi cerebrale, posizionando la campagna oltre il settore healthcare e all’interno della cultura mainstream; per questo motivo la campagna è risultata anche vincitrice del Grand Prix Non Profit – ADCI Awards 2025, il più alto riconoscimento creativo italiano per le campagne a impatto sociale, ed è stata premiata con un Bronzo agli ADCE Awards 2025 nella categoria: Film & Audio – Non-Profit / Pubblico Servizio / ONG, principale riconoscimento ufficiale europeo per l’eccellenza creativa assegnato dall’Art Directors Club of Europe.

In termini di raccolta fondi, il 2025 ha visto un leggero flesso nel numero di preferenze e di importo totale del 5x1000 che si è attestato a 42.527€ raccolti grazie alle dichiarazioni dei redditi del 2024 ed erogati nell’ultimo quadrimestre 2025. Tra le altre fonti di raccolta, in incremento: le donazioni aziendali, le donazioni individuali, le piattaforme di matching funds, i progetti di ricerca e le iniziative di formazione, i bandi, lo store digitale su Worth Wearing e le iniziative in occasione delle ricorrenze (ad esempio, per le festività di fine anno abbiamo lanciato un nuovo modello di calze sportive adattate per tutori). Sono proseguite le partnership con le aziende, sia sul fronte della formazione per le tematiche DEI che su collaborazioni specifiche di settore (come, ad esempio, quella con Nestlè Health Services e con MSD Italia, ma anche con Lottomatica e con Fondazione Asphi e Bosch per il progetto Playable). Abbiamo erogato anche dei seminari su disabilità e inclusione in diverse scuole, a beneficio di chi ne ha fatto richiesta all’interno del gruppo Famiglie Fightthestroke.

L’utilizzo dei Google grants quest’anno è stato gestito da un’agenzia esterna: volevamo infatti verificare la possibilità reale per le famiglie di intercettare sempre più velocemente informazioni validate sulla salute attraverso i motori di ricerca; il traffico generato ha continuato a subire dei cali, dovuti ancora al ban di alcune parole chiave (es. CP), alle restrizioni legate a chi opera nel settore salute, alla concorrenza generata dalle ricerche sui LLM, su cui siamo comunque presenti.

Nel 2025 sono aumentate le viste al sito web www.fightthestroke.org: 49.177, +32% verso l’anno precedente; così come i visitatori unici: 41.324, +36% verso AP e le visualizzazioni di pagine: 87.192, +43% verso AP. Le principali sorgenti di traffico sono state: diretto 54,2%, search 32,5%, social 10,1%, referral 2,17%, ricerca via grants: 0,94%, email: 0.07%. Le principali pagine visitate sono state: Home Page, 5x1000, More Than Palsy, il calendario di eventi sportivi e il resoconto di Oslo. Tra i paesi più penetrati: Italia 56% e Stati Uniti 20%, ma anche Cina, Francia, Irlanda, Olanda, UK, Germania e Canada (il traffico al sito arriva anche da molti altri Paesi quali Svizzera, Portogallo, Australia, Spagna, India, Belgio, Singapore, Finlandia, Austria, Russia, Svezia, Polonia, Brasile, Moldova, Sud Africa, Messico, Norvegia, Danimarca, Filippine, Sri Lanka, Giappone, Hong Kong, Bulgaria, Ucraina, Malesia, Vietnam, Pakistan, Israele , Lussemburgo, giustificando pertanto la comunicazione sia in Italiano che in Inglese).

 

E’ incrementato anche il numero di moduli per richiesta di approfondimenti dal sito, che sono arrivati a 634 (un incremento del +30% rispetto all’anno precedente); i moduli più scaricati sono stati:

  • CiackSiGira, 172 moduli inviati, 1350 visitatori unici, 12% tasso conversione

  • Manuale ictus nei neonati e nei bambini: 53 moduli inviati, 542 visitatori unici, 9,8% tasso conversione

  • Care Pathways: 50 moduli inviati, 1334 visitatori unici, 3,8% tasso conversione

  • Nutizione e CP / Feeding Tube: 31 moduli, 614 visitatori unici, 5,1% tasso conversione

  • ArtFootwear: 19 moduli, 63 visitatori unici, 28,6 % tasso conversione

  • FTAW ricettario nutrizione orale: 17 moduli, 611 utenti unici, 3% tasso conversione

  • FTAW PEG: 15 moduli, 614 visitatori unici, 2,4% tasso conversione.

 

E’ proseguito anche quest’anno il lavoro di ottimizzazione e automatizzazione delle newsletter, grazie al supporto pro bono dei consulenti di Palabra: abbiamo inviato aggiornamenti in lingua italiana e inglese ai nostri ca. 7000 iscritti in italiano e ca. 1000 in inglese ogni mese, con un open rate e un click rate crescenti. Da dicembre 2025 abbiamo lanciato anche un nuovo format della newsletter ‘Lotta e Sorridi’, con un nuovo visual, funzioni ottimizzate e con il nome scelto dalla community.

La presenza sui social media rimane ancora fondamentale per raggiungere i nostri beneficiari: quest’anno abbiamo mantenuto una continuità di calendario editoriale specifico per canale (specialmente per FB/IG/LN), valorizzando il traffico organico della comunicazione ‘More Than Palsy’ e con una piccola campagna ADV su IG a fine anno, per sondare la responsività del mezzo ai nostri obiettivi di crescita.

Questi i dati dei canali social a chiusura 2025:

Facebook:

Pagina Fightthestroke: 10.224 followers che seguono la nostra pagina ufficiale

Gruppo chiuso Famiglie #Fightthestroke: 1069 membri attivi

Gruppo chiuso Giovani adulti #Fightthestroke: 102 membri attivi, a cui si aggiungono i contatti del gruppo dedicato su whatsapp (37)

Instagram: 

Profilo pubblico Fightthestroke: 5.844 followers

Linkedin: 

Pagina organizzazione: 2.874 followers 

X/Twitter

Pagina organizzazione: 3.515 followers  

Threads:

Pagina organizzazione: 831

Whatsapp

Gruppo tutors: 80 contatti qualificati

Community Fightthestroke WA: 280 partecipanti

Youtube: 

Canale video: 866 iscritti, 212 video, 176.651 views

Altri canali presidiati: Twitch, TikTok, Telegram, Clubhouse, Pinterest, Bluesky.

 

GLI OBIETTIVI 2026:

Se in Italia nell’ultimo decennio sono stai fatti molti passi in avanti sulla diagnosi precoce e l’approccio multidisciplinare, la sfida principale per chi si occupa di Paralisi Cerebrale nei prossimi anni sarà quella di ridurre le disuguaglianze territoriali, creare un registro nazionale, implementare percorsi standardizzati per la transizione all’età adulta, mantenere il focus sulle FAMIGLIE che devono essere educate a discriminare i trattamenti con validità scientifica per poter completare il percorso dal ruolo passivo di “esecutori di terapie” a partner attivi nel progetto di vita del bambino/adulto con Paralisi Cerebrale.

Nell’orientare le nostre azioni terremo inoltre in considerazione questi indicatori (fonte dati Unicef):

  • i bambini e gli adolescenti con disabilità, in particolare le ragazze, sono da 3 a 4 volte più esposti al rischio di subire violenze, abusi e negligenza rispetto ai bambini senza disabilità e, durante le emergenze, sono ancora più vulnerabili.

  • nell’ambito della salute, i bambini con disabilità hanno probabilità maggiori del 34% di soffrire di ritardi della crescita; del 53% di avere sintomi di infezione respiratoria acuta; probabilità minori del 25% di ricevere stimoli precoci e cure adeguate. Solo il 3-10% delle persone che necessitano di dispositivi tecnologici assistivi (AT) nei paesi a basso e medio reddito può accedere a tali dispositivi e ai servizi di cui ha bisogno.

  • i bambini con disabilità sperimentano stigma e discriminazione in ogni aspetto della vita; i ragazzi con disabilità di età compresa tra 15 e 19 anni hanno il 51% di probabilità in più di sentirsi infelici. Il suicidio è la terza causa di morte tra le persone di età compresa tra i 15 e i 19 anni; i ragazzi con disabilità hanno probabilità maggiori del 41% di sentirsi discriminati, e minori del 20% di nutrire aspettative di una vita migliore. I bambini con disabilità hanno il 32% di probabilità in più di subire punizioni corporali severe.

  • i bambini con disabilità hanno il 47% di probabilità in più di abbandonare la scuola e il 49% di probabilità in più di non frequentarla mai. I tassi di abbandono scolastico aumentano durante la scuola secondaria, sono più elevati tra i bambini e le bambine con varie disabilità e raggiungono il picco tra quelli con disabilità gravi. I bambini e le bambine con disabilità hanno il 42% di probabilità in meno rispetto ai loro coetanei di acquisire competenze di base in lettura, scrittura e matematica.  In molti paesi, a causa della mancanza di sistemi di assistenza e sostegno e di un'istruzione inclusiva, le ragazze provenienti da famiglie con bambini disabili hanno maggiori probabilità di abbandonare la scuola primaria e secondaria rispetto alle ragazze provenienti da famiglie con bambini senza disabilità.

Nel 2026 vogliamo perciò portare avanti queste iniziative:

Ricerca scientifica: vogliamo aggiornare la nostra comunità sullo studio clinico del Cenegermin; vogliamo cominciare ad esplorare un meccanismo di certificazione dei centri clinici che collaborano con noi per sostenere l’accoglienza dei bambini con Paralisi Cerebrale e delle loro famiglie; ci vogliamo impegnare a promuovere la disseminazione scientifica attraverso il gruppo costituente dell’Italian Academy for childhood onset disabilities (ITA-CD); vogliamo sostenere la ricerca scientifica attraverso la partecipazione come partner attivi ai progetti CC4C, AINCP, VibraKids e Voice4All; parteciperemo con alcune relazioni al congresso EACD 2026 che si terrà a Galway, in Irlanda; dopo aver fatto chiarezza sui dati che riguardano le persone con paralisi cerebrale, contribuiremo anche alla nuova definizione della CP in italiano.

Tecnologia e design: porteremo avanti le sperimentazioni sull’app MirrorHR e sull’agente Mirror Buddy (‘La macchina dei compiti.’); avremo un ruolo attivo nel comitato promotore del festival della Robotica, che si terrà a Maggio 2026 a Pisa; continueremo a formarci sui temi dell’AI e della sicurezza e inseriremo le nuove competenze e il nostro modo di operare anche nel Codice Etico della Fondazione.

Sport paralimpico: porteremo ad agosto a Milano una nuova edizione del Fight Camp e destineremo dei posti alla figura dei Junior Tutor; vogliamo organizzare un weekend formativo per gli operatori volontari e professionisti che ci affiancano nella realizzazione del Fight Camp, grazie anche alla seconda tranche dei contributi del progetto ‘Sport è inclusione’. Lavoreremo con un consorzio internazionale per pianificare insieme le prossime edizioni del CP Football Festival in Europa, anche se per il 2026 non riusciremo a portare l’evento in Italia e salteremo anche la tappa di Bristol, UK, per mancanza di fondi. Continueremo a promuovere altre iniziative di sport adattati e paralimpici ma senza un coinvolgimento diretto, affiancandoci alla rete di partner già consolidata e destinando invece le nostre risorse al modello Fight Camp. Proseguiranno anche le iniziative a carattere sportivo all’interno della Palestra Fighters: con questo stesso team stiamo inoltre lavorando alla redazione di un libro per promuovere gli sport adattati per studenti con Paralisi Cerebrale nelle scuole. Parteciperemo come volontari alle Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, per meglio conoscere dall’interno questo modello organizzativo.

Comunicazione: le date in cui comunicheremo le nostre iniziative di raccolta fondi e divulgazione saranno incentrate sul calendario del World CP Day, delle ricorrenze di Natale e in occasione della campagna del 5x1000 (Marzo-Settembre). Ci piacerebbe lavorare anche ad un’inchiesta giornalistica sulla riabilitazione e a iniziative dedicate ai Medici Pediatri, Medici del Pronto Soccorso, Medici sportivi. Le nuove puntate della serie #fightthevirus potranno riguardare dei nuovi temi come la salute mentale, la gestione del lutto, la salute orale, l’approfondimento di nuovi trattamenti farmacologici, la genetica, l’accessibilità turistica, altre discipline sportive paralimpiche.

Capacity building e innovazione: il 2026 sarà un anno di riflessione per noi, che dovrà gettare le basi per un piano più a lungo termine. In particolare vorremmo cominciare ad approfondire il tema di un ‘fondo collettivo per il dopo di noi’; vorremmo costruire dal basso una nuova campagna di comunicazione internazionale; vorremmo collaudare nuove iniziative di socialità e arte tra i giovani; vorremmo unirci agli altri leader delle associazioni internazionali per la paralisi cerebrale, in un incontro europeo organizzato in collaborazione con il progetto Voice4All.eu; vorremmo esplorare le opportunità occupazionali per le persone adulte con PC e valutare la fattibilità di un progetto ambizioso sulla robotica; vorremmo misurare in maniera sistematica e scientifica l’impatto generato negli anni dalla Fondazione Fightthestroke.

Dopo undici anni di lavoro senza tregua, siamo provati dalla stanchezza fisica e mentale ma soddisfatti per i risultati raggiunti con le risorse a disposizione: lo sguardo ora è al 2029, anno chiave in cui Mario compirà 18 anni e potremo fare un bilancio conclusivo dei risultati raggiunti, per noi e per le 1500 persone con Paralisi Cerebrale che abbiamo unito intorno a questa missione in Italia e in rete con altri 60 Paesi nel mondo. Nel frattempo, continueremo a formarci e a studiare, continueremo a promuovere momenti di riflessione sui temi che più ci sono cari, in alleanza con altri partner locali e internazionali, continueremo ad adoperarci per raggiungere sempre più famiglie nel momento del bisogno: grazie fin da ora a chi continuerà ad accompagnarci in questo cammino e a chi vorrà raccogliere nel tempo anche il nostro testimone.

Milano, Marzo 2026

E’ tempo di pensare al Fight Camp! Aprono ufficialmente le iscrizioni alle prossime iniziative sviluppate intorno al modello Fight Camp

E’ tempo di pensare al Fight Camp! Aprono ufficialmente le iscrizioni alle prossime iniziative sviluppate intorno al modello Fight Camp.

Già dal 2025 le Fondazioni Dynamo Camp, Ebbene Onlus, Time2, Eco Eridania Insuperabili, Fightthestroke, Laureus Sport for Good Italia e Sportfund, appartenenti alla rete Sport for Inclusion Network, si sono unite per offrire opportunità di praticare sport a ragazzi e ragazze in condizioni di vulnerabilità in moltissime regioni d’Italia.

E così, dopo le nostre edizioni 2025 ad Oslo e a Milano, ancora nel 2026 la Fondazione FightTheStroke realizzerà nel contesto di quest’iniziativa altri due eventi, costruiti intorno al modello del Fight Camp: un retreat formativo per Tutor e Junior Tutor e l’edizione n.11 del Fight Camp, per bambine e bambini dai 6 ai 13 anni a Milano.

Anche quest’anno sarà un’occasione preziosa per noi per promuovere questi valori:

  • Salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per bambini e ragazzi con una disabilità di Paralisi Cerebrale, attraverso la pratica di un’attività motoria disegnata intorno alle loro esigenze, anche per portare avanti la legacy di Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026;

  • Ridurre le disuguaglianze: far si che nel periodo estivo di esclusione sociale dei bambini con disabilità dai centri estivi cittadini, si possano offrire opportunità eque e di valore per tutti, in contrasto alla marginalità;

  • Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento permanente, contrastando il fenomeno del ‘summer learning loss’ (ovvero della perdita di apprendimento del periodo estivo) ma anche di formazione dei tutor di sport adattati e di passaggio di competenze ai Junior Tutor.

In particolare, il primo retreat formativo #fightthestroke permetterà a 20 persone, tra staff tecnico, volontari, Junior Tutors e formatori, di acquisire nuove competenze: nel weekend del 30-31/5/2026 ci riuniremo per parlare di sport adattati e di come valorizzare la riabilitazione intensiva attraverso lo sport, ma sarà anche un’occasione per fare attività di team building e confrontarci in un laboratorio sulle modalità relazionali nell’interazione con l’altro.

L’edizione del Fight Camp n. 11 permetterà invece a 16 bambini e bambine con Paralisi Cerebrale di tipo emiplegico e diplegico deambulanti, dai 6 ai 13 anni, di sperimentare un modello innovativo di sport adattato e riabilitazione, in un camp semi-residenziale gratuito a Milano: quest’anno insegneremo la boxe, l’ultimate e una disciplina coreografica di gruppo (a sorpresa!), ma saranno molteplici le opportunità di imparare nuovi valori e nuove abilità insieme. Abbiamo riservato anche 4 posti per Junior Tutors, riservati a ragazzi e ragazze con più di 13 anni che hanno già partecipato a passate edizioni del Fight Camp come beneficiari. Il Fight Camp si svolgerà dal 3 al 9/8 dalle h9 alle h17 presso l’impianto sportivo PlayMore!, in via Moscova 26 a Milano.

Questa foto scattata nell’edizione 2024 del Fight Camp a Milano rappresenta diverse coppie  di tutor e bambini intenti a provare insieme lo skateboard

Questa foto scattata nell’edizione 2024 del Fight Camp a Milano rappresenta diverse coppie di tutor e bambini intenti a provare insieme lo skateboard

Questa foto scattata nell’edizione 2025 del Fight Camp a Milano rappresenta 4 supervisor del Fight Camp in diverse pose plastiche sportive, da sinistra: Andrea intenta a saltare, Alessandra a tirare calci, Pietro con palla da basket, Elisabeth con racchetta tennis e pallina.

Questa foto scattata nell’edizione 2025 del Fight Camp a Milano rappresenta Mario, a sinistra, nella sua prima esperienza sperimentale da Junior Tutor di Beatrice, a destra, entrambi ripresi durante un percorso sportivo

Questa foto scattata nell’edizione 2025 del Fight Camp a Milano rappresenta Mario, a sinistra, nella sua prima esperienza sperimentale da Junior Tutor di Beatrice, a destra, entrambi ripresi durante un percorso sportivo.

Ricorda che le pre-iscrizioni chiuderanno il 13/3/2026 e che la decisione di inclusione o meno nel gruppo dei partecipanti 2026 è ad insindacabile giudizio del gruppo organizzativo: tutti i rispondenti al questionario riceveranno comunque riscontro via mail (non aspettarti una telefonata da noi!).

 Questi eventi appartengono al progetto ‘Sport E’ Inclusione’, coordinato da Dynamo Camp e realizzato grazie al contributo concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i.,- Avviso 2/2024.

logo ministero del lavoro e delle politiche sociali
logo sport è inclusione

Milano, 22 Febbraio 2026

Partecipa con noi al Festival della Robotica: dal 15 al 17/5 a Tirrenia, Pisa, per l’edizione ‘Kids & Robots: tecnologie abilitanti per l'età evolutiva’

Partecipa con noi al Festival della Robotica: dal 15 al 17/5 a Tirrenia, Pisa, per l’edizione ‘Kids & Robots: tecnologie abilitanti per l'età evolutiva’

Questa foto scattata in Giappone nel Dicembre 2025 rappresenta a sinistra un robot ‘pilota’ OriHime con un vassoio in mano e a destra Mario, presidente onorario della Fondazione Fightthestroke

Questa foto scattata in Giappone nel Dicembre 2025 rappresenta a sinistra un robot ‘pilota’ OriHime con un vassoio in mano e a destra Mario, presidente onorario della Fondazione Fightthestroke

Il 15, 16 e 17 maggio 2026 si svolgerà presso il Centro di Preparazione Olimpica (CPO) di Tirrenia (Pisa) il Festival della Robotica “Franco Mosca”, manifestazione di rilievo nazionale finalizzata alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica, quest'anno in un'edizione speciale dedicata al rapporto tra robotica, intelligenza artificiale e disabilità in età evolutiva.

Per tre giorni, il Festival si trasformerà in uno spazio di incontro, sperimentazione e riflessione in cui le tecnologie emergenti diventano strumenti di inclusione, supporto e gioco per bambini e ragazzi con disabilità motorie, cognitive e sensoriali.

Il Festival, quest’anno, non sarà solo una vetrina di tecnologie avanzate, ma un’esperienza partecipata che valorizza le capacità di ciascun individuo, promuove la collaborazione tra ricerca scientifica, associazioni e imprese e racconta un nuovo modo di intendere l’innovazione tecnologica: più umana, più condivisa, sperabilmente, più accessibile.

Quest'anno la Fondazione FightTheStroke farà parte del comitato organizzativo ed è felice di comunicare che le famiglie di bambini e bambine con disabilità avranno la possibilità di alloggiare gratuitamente presso la struttura di Tirrenia: per partecipare sarà necessario rispondere a questo sondaggio entro il 31/3/2026.

Sarete ricontattati per eventuale conferma entro la fine del mese di Aprile 2026.

Maggiori informazioni e programma aggiornato su https://roboticafestival.it/2026.

 

Si ricorda che nella selezione si darà priorità alle famiglie dei bambini e ai giovani adulti con disabilità che intendono partecipare attivamente alle attività organizzate nei 3 giorni del Festival.

 

Milano, 16 Febbraio 2026

Il curioso mistero del numero di persone con Paralisi Cerebrale, nel Mondo e in Italia.

Il curioso mistero del numero di persone con Paralisi Cerebrale, nel Mondo e in Italia.

Mario e Roberto davanti ad una lavagna molto complessa con tanti dati

Stanchi di leggere sempre numeri diversi riportati nelle presentazioni ai congressi o negli articoli di giornale rubacchiati qua e là senza mai citare le fonti, abbiamo deciso di mettere nero su bianco i dati che abbiamo analizzato grazie al Research Support Team di Ashoka.


Alcune note che vi consigliamo di leggere prima di scaricare questa ricerca:

  • Metodologia: Per questo lavoro, è stato dapprima utilizzato Gemini Pro per creare un piano di ricerca online e implementarlo. I risultati sono stati poi confrontati con altri strumenti di intelligenza artificiale, Chat GPT, Co-pilot, Perplexity, per ridurre al minimo i punti deboli dell’IA, come la disinformazione e le allucinazioni. E’ poi stata eseguita una revisione di Elicit con lo stesso quesito di ricerca, per vedere cosa emergeva sull'argomento nei principali articoli accademici pubblicati e riassumerne i punti chiave. (Elicit è il principale strumento di IA per la ricerca di articoli accademici pubblicati. Effettua ricerche su oltre 138 milioni di articoli accademici da Semantic Scholar, PubMed, OpenAlex e molti altri.) I risultati di Elicit sono stati infine utilizzati per confrontare il lavoro di Gemini Pro con pubblicazioni attendibili e identificare eventuali articoli accademici che definiscono o modificano il campo di ricerca e di cui è opportuno essere a conoscenza. Infine, è stato chiesto a un esperto umano di rivedere tutte le informazioni e di fornirci un commento su come interpretava i risultati, se individuava lacune, se era necessario aggiungere contesto o se si doveva fare attenzione ad eventuali pregiudizi.

  • Incidenza: E’ un parametro usato in epidemiologia per misurare i nuovi casi di una condizione che compaiono in un certo periodo di tempo in una popolazione. Risponde alla domanda: quante persone ricevono una diagnosi in un dato periodo? Questo numero serve a capire quanto una malattia o una condizione di disabilità si sta diffondendo, a valutare i fattori di rischio, a misurare l'effetto di prevenzione e diagnosi precoce. Nel caso della PC, l’incidenza si misura alla nascita, perché non è una malattia che si “sviluppa” nel tempo, ma una condizione permanente dovuta a un danno cerebrale precoce; la stima globale è di circa 2–2,5 casi ogni 1.000 nati vivi (circa 250.000 bambini), mentre in Italia l’incidenza è di 1,5–2 casi ogni 1.000 nati vivi (circa 1.500-2.000 bambini).

  • Prevalenza: E’ un parametro usato in epidemiologia per misurare tutti i casi esistenti (nuovi e già noti) in un determinato momento o periodo. Risponde alla domanda: quante persone convivono con quella condizione? La prevalenza di una condizione può essere puntuale (es. rilevata in un giorno preciso) o periodale (es. rilevata in un intervallo di tempo pari a un anno). Questo numero serve a stimare il carico sulla società e sui servizi, e a programmare politiche sanitarie, assistenza, risorse. Nel caso della PC, la prevalenza riguarda il numero totale di bambini, adolescenti e adulti che convivono con la PC, la stima globale varia da 17-18 Milioni di individui (fonte: https://scpe.edu.eacd.org/scpe/scpe-network/scpe-central-registry.php) a 50 Milioni di individui (fonte: estrapolazione da dati GBD 2019: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7811204/), mentre in Italia la prevalenza è di 100.000 persone (non esiste un registro italiano, per cui si tratta di un numero stimato su un totale nascite di 400.000 bambini, ultimo dato ISTAT – la ricerca con IA ha permesso di stimare una popolazione di giovani 0-25aa in Italia di poco inferiore alle 40.000 unità). Si stima che in Europa ci siano 1.000.000 di persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale.

 Se ti è piaciuto quest’articolo, condividilo ricordandoti di citare la fonte FightThestroke: ci aiuterai così a sostenere la nostra missione, disseminando dati utili e verificati.

 

Milano, 30 Dicembre 2025

L’impatto generato dalla Fondazione Fightthestroke nell’ultimo decennio: cosa non c’era, cosa c’è, cosa manca ancora nella Paralisi Cerebrale.

L’impatto generato dalla Fondazione Fightthestroke nell’ultimo decennio: cosa non c’era, cosa c’è, cosa manca ancora nella Paralisi Cerebrale.

immagine dei fondatori di FightTheStroke dal 2013 all 2025

Negli ultimi dieci anni (circa 2015-2025) in cui la Fondazione Fightthestroke ha operato in questo ambito, la paralisi cerebrale — una condizione neurologica non progressiva ma con impatti principalmente motori duraturi — ha visto cambiamenti significativi a livello globale: trattandosi di una condizione di disabilità permanente, non è corretto dire che sia stata “curata” né tantomeno è stata individuata una singola terapia in grado di prevenirla, ma il modo in cui oggi viene affrontata è cambiato radicalmente.

Questi gli ambiti che sono stati maggiormente impattati dal lavoro sinergico tra clinici, ricercatori, comunità educante, aziende, istituzioni e persone con esperienza di vita vissuta:

  • Diagnosi molto più precoce: se quando siamo atterrati noi su questo pianeta la diagnosi di Paralisi Cerebrale alla nascita era un’eccezione, negli ultimi anni si possono identificare segnali affidabili per la prognosi già intorno ai 3-6 mesi di età corretta, mentre prima la diagnosi avveniva tra 12 e 36 mesi. Questo permette di iniziare interventi molto prima, sfruttando meglio la plasticità cerebrale nei primi mesi di vita. Tecniche standardizzate di valutazione neuromotoria (come l’analisi dei General Movements) e neuroimaging (come l’ecografia transfontanellare somministrata nelle terapie intensive neonatali e la risonanza magnetica) hanno migliorato sensibilità e specificità diagnostica. (Per approfondimenti: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40550230/).

  • Comprensione delle cause in evoluzione: la ricerca scientifica negli anni ha ampliato la comprensione delle molteplici cause che determinano questa disabilità: oltre ai fattori perinatali classici (ipossia, prematurità), si riconosce oggi che una quota significativa dei casi ha contributi genetici. Questo cambia il modo di pensare alla paralisi cerebrale e apre la strada a possibili strategie future di prevenzione e diagnosi predittiva. Un esempio è il laboratorio di Genetica Molecolare promosso dal Centro Stroke Gaslini, che grazie alle moderne tecniche di Next Generation Sequencing si occupa di diagnosi genetica nell’ictus pediatrico su ampia scala, studiando così una delle principali cause di Paralisi Cerebrale nel bambino.  

  • Approccio multidisciplinare e raccomandazioni cliniche: società scientifiche (come SINPIA e SIMFER in Italia, in collaborazione con la Fondazione Fightthestroke) hanno pubblicato nuove raccomandazioni per la riabilitazione che sottolineano l’importanza di un approccio personalizzato e multidisciplinare, integrando neurologia, fisioterapia, terapia occupazionale e supporto psicologico fin dall’infanzia. (Per approfondimenti: https://www.fightthestroke.org/paralisi-cerebrale-infantile).

  • Tecnologie riabilitative avanzate: negli ultimi anni sono emerse tecnologie e approcci all'avanguardia, sebbene molte siano in fase di studio e derivate dal trattamento di altre condizioni neurologiche, spesso sviluppate per gli adulti; tecnologie come la stimolazione spinale durante la fisioterapia hanno mostrato miglioramenti motori significativi in alcuni studi preliminari; sistemi avanzati di assistenza alla deambulazione, tra cui gli esoscheletri robotici, stanno diventando più accessibili e possono supportare l'apprendimento del cammino in persone con difficoltà motorie. (Per approfondimenti: https://www.fightthestroke.org/blogita/fit4medrobmarch25).

  • Ricerca su biotecnologie e interventi innovativi: la ricerca su cellule staminali, nanomedicina e potenziali terapie rigenerative è in pieno sviluppo; nonostante queste strategie non siano ancora degli standard clinici, ci sono molti studi in corso per comprendere benefici, sicurezza e applicabilità nella pratica futura. (Per approfondimenti: https://www.fightthestroke.org/blogita/cellule-staminali-june24).

  • Cambiamento di paradigma, maggiore attenzione alla qualità di vita e inclusione sociale: oltre agli aspetti clinici, c'è un’evoluzione culturale nel modo in cui la paralisi cerebrale viene affrontata, si guarda non solo agli aspetti motori, ma anche a partecipazione sociale, autonomia, istruzione e qualità di vita delle persone con paralisi cerebrale durante l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta. Si riconosce sempre più l'importanza di interventi precoci e continui che coinvolgano la famiglia e la comunità. (Per approfondimenti sul cambio di paradigma operato dalla Fondazione Fightthestroke: https://globalizer.ashoka.org/casestudies/francesca-fedeli).

  • Riduzione della prevalenza nei paesi ad alto reddito: in alcuni paesi ad alto reddito e dotati di registri nazionali con dati epidemiologici affidabili, come l’Australia ad esempio, la prevalenza di paralisi cerebrale è parzialmente diminuita negli ultimi anni, grazie a migliori cure durante la gravidanza, il parto, e all’assistenza neonatale. (Per approfondimenti: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40550230/). 

Anche in Italia, negli ultimi 10 anni, la paralisi cerebrale è passata da una gestione frammentata e standardizzata a un modello con diagnosi più precoce, multidisciplinare e orientato alla vita reale, anche se con forti differenze territoriali. Tra i progetti che vanno in questa direzione: le nuove Care Pathways italiane, il progetto all’avanguardia AINCP coordinato dall’Italia, un timido tentativo di rete che rappresenta la risposta italiana alla necessità di dati epidemiologici affidabili e di cooperazione tra centri clinici e di ricerca.

In Italia non esiste ancora un Registro Nazionale ufficiale della paralisi cerebrale, e per questo le stime si basano su studi regionali e su confronti europei. Una stima condivisa dalla comunità scientifica ci dice che ci sono 2–3 bambini con Paralisi Cerebrale ogni 1.000 nati vivi, circa 1 su 500–600 persone nella popolazione generale: negli ultimi anni si stima che non ci sia stato un aumento complessivo; nei contesti più avanzati la prevalenza potrebbe essere lievemente diminuita ma la complessità clinica media è aumentata (maggiore sopravvivenza di nati molto pretermine).

Il miglioramento delle cure nella terapia intensiva neonatale ha fatto si che oggi sopravvivano anche bambini nati <28 settimane e con peso <1000g, dando origine quindi a quadri di paralisi cerebrale più complessi (per disturbi motori, di comunicazione, cognitivi e con comorbidità di epilessia).

Dieci anni fa in Italia la diagnosi avveniva spesso dopo i 18–24 mesi, mentre oggi nei centri strutturati questa soglia si è abbassata ai 6–12 mesi, in alcuni casi evidenziando i fattori predisponenti fin dall’ultimo trimestre di gravidanza: questa nuova competenza ha permesso ai centri clinici italiani di allinearsi agli standard europei.

Per quanto riguarda l’accesso alla riabilitazione, ci si può basare solo su dati qualitativi: certamente oggi la presa in carico è più precoce e c’è più continuità di follow up nei primi anni di vita; non è migliorata invece l’intensità dei trattamenti, che sappiamo essere fattore cruciale per un migliore outcome in età adulta; sono rimaste inoltre disuguaglianze regionali enormi e un carico indiretto sulle famiglie (logistica, costi per terapie private, mancati ricavi da perdita lavoro del caregiver principale). Questa frammentazione ed estensività dei trattamenti genera anche un’esternalità negativa, nel ricorso sempre più frequente delle famiglie a terapie private all’estero, spesso basate su trattamenti senza alcuna validazione scientifica e a volte rimborsati da un sistema sanitario non sempre in grado di filtrare correttamente il ricorso alle cure fuori regione.

Per quanto riguarda la scuola, può essere fuorviante guardare solo i dati, che non raccontano la qualità del servizio erogato: l’Italia ha una delle più alte percentuali di inclusione scolastica in Europa (quasi il 100% dei bambini con PC è in una scuola ordinaria) ma questi numeri non misurano il livello di partecipazione, inclusione, apprendimento, benessere dello studente e della famiglia; mancano infatti gli indicatori di qualità del sostegno: gli effetti di questa inefficienza sono visibili indirettamente andando a misurare i casi di discriminazione, abilismo, bullismo, violenza in età scolare, le basse percentuali di istruzione terziaria e di occupazione lavorativa delle persone con Paralisi Cerebrale.

Anche gli adulti con paralisi cerebrale sembrano essere invisibili nei dati: pochissimi sono gli studi italiani sugli adulti con PC e non c’è alcuna stima precisa su occupazione, autonomia abitativa, salute secondaria, condizioni di povertà; in paesi come Svezia, UK, Olanda esistono invece protocolli specifici per la transizione scuola-lavoro, per la salute e i servizi sociali. I progetti europei #Vote4All e #Voice4All, sviluppati in alleanza tra la Fondazione Fightthestroke e le associazioni di riferimento europee e internazionali CP-ECA e ICPS, hanno l’obiettivo di colmare questi gap.

(Per approfondimenti sui dati generali sulle persone con disabilità in Italia e in Europa: https://www.fightthestroke.org/blogita/disableddataeu).

In sintesi, oggi sappiamo di più sui bambini piccoli rispetto a 10 anni fa, ma molto meno sugli adolescenti e quasi nulla sugli adulti con Paralisi Cerebrale.

Se in Italia tra il 2015 e il 2025 sono stai fatti molti passi in avanti sulla diagnosi precoce e l’approccio multidisciplinare, la sfida principale per il prossimo decennio sarà ridurre le disuguaglianze territoriali, creare un registro nazionale, implementare percorsi standardizzati per la transizione all’età adulta, mantenere il focus sulle FAMIGLIE che devono essere educate a discriminare i trattamenti con validità scientifica per poter completare il percorso dal ruolo passivo di “esecutori di terapie” a partner attivi nel progetto di vita del bambino/adulto con Paralisi Cerebrale.

 

Milano, 28 Dicembre 2025

‘Sono stata nel cuore dell’Europa per sognare un’Europa migliore e ho scoperto che già esiste. È FightTheStroke. Siamo noi.’

foto di Faty che parla ad una conferenza a Bruxelles

Ospitiamo qui la testimonianza di Fatiha Quaratino, invitata a partecipare il 4 e 5 Dicembre 2025 a Bruxelles, alla Giornata Europea delle Persone con Disabilità (EDPD2025), in rappresentanza del gruppo Giovani Adulti Fightthestroke e CP-ECA Youth Committee.

‘All’EDPD 2025 ho faticato a capire cosa raccontare di quei tre giorni e di quei tre panel. Si è parlato di tutto: disabilità, politiche europee, modifica dei trattati, risorse economiche, inclusione, autonomia, indipendenza, qualità della vita, istruzione, lavoro. Ho ascoltato discorsi intensi, tra cui quello straordinario di un veterano ucraino di 23 anni. Tutto importante. Tutto necessario.

Ma queste cose le troverete nei report europei che usciranno con l’anno nuovo. Quello che voglio raccontare è altro, perché il nodo vero non sta solo lì. Sta nel futuro.

In un’aula piena di teste bianche, chi fuori e chi dentro, anche la mia lingua, di solito senza freni, si è fermata. Ho parlato poco, ascoltato molto, osservato ancora di più. Ed è stato bellissimo. Ho capito che mi piace il parlare che si trasforma in fare, che il futuro vero è fatto di esperienze condivise e che non può restare prigioniero dei soliti paradigmi dei “poveri disabili senza risorse”. Le risorse, a volte, stanno nei posti più impensabili: in una piscina, su una pista di atletica, in un campo da calcio, al Fight Camp, nelle chiacchierate, in qualche pianto condiviso, nelle idee nuove, nella scienza, nei professionisti che fanno ricerca e quelli che si prendono cura di noi. L’importante, quindi, è allenare così bene il quotidiano ai nostri bisogni a tal punto da non doverli mai più raccontare una volta all’anno all’istituzione di turno, perché L’istituzione saremo diventati noi.

Una delle cose più belle è stata vedere come la disabilità viene vissuta in contesti sociali diversi. Stessi diritti rivendicati, bisogni simili, ma sguardi, linguaggi e pratiche profondamente differenti. Questo confronto continuo mi ha ricordato quanto sia miope pensare a soluzioni uniche per persone che uniche lo sono davvero.

La parte migliore, alla fine, sono state le relazioni umane. Le associazioni internazionali incontrate nei corridoi, le conversazioni nate senza bisogno di badge o presentazioni, il sentirsi parte di qualcosa di molto più grande. Anche il cibo, oggettivamente poco memorabile, mi ha fatto guadagnare il soprannome dell’“Italiana”. Ho anche finalmente capito perché mangiano così tanto a colazione: fa davvero freddo e, visto cosa mangiano, ti passa la fame per l’intera giornata.

È stato bellissimo condividere questa avventura con Laura e Agnes. Siamo molto diverse e proprio per questo, insieme, siamo riuscite a raccontare anche visivamente quanto la nostra patologia abbia bisogno di risorse differenti, perché le persone sono tutte diverse. Già questo, per me, è un messaggio politico fortissimo. Non teorico, ma pratico. Non dichiarato, ma incarnato.

Sono partita con una valigia che si è rotta la mattina stessa della partenza. Un ottimo inizio. L’ho sostituita più tardi con una nuova, poco sobria, rosa. Anche questo, col senno di poi, mi sembra coerente.

Ho preso due aerei e due taxi da sola. Con mia mamma in ansia costante, naturalmente. A un certo punto mi è sembrato giusto spingermi anche nel centro di Bruxelles e provare la metro e a comprarle una calamita che ama tanto nonostante il suo implorarmi di rimanere “al sicuro”. L’ho fatto. E l’ho omesso fino al ritorno. Non per mancanza di affetto, ma perché preferirei restare l’unica in famiglia ad aver deciso di “provare” il brivido di un ictus.

Tra i paradossi di questa esperienza ce ne sono stati molti. Bruxelles, cuore delle politiche europee, non è poi così accessibile. In albergo la doccia era dentro la vasca: una perfetta metafora della vita quotidiana di tante persone con disabilità, fatta di soluzioni parziali e adattamenti continui. Eppure, anche questo mi ha confermato di essere nel posto giusto, scoprendomi per l’ennesima volta capace.

Da una parte è stato bello sentirsi “diverse” e a tratti poco orientate in certi discorsi e in certi contesti. Col senno di poi l’ho interpretato come un segno della nostra forza: come associazione sappiamo restare concentrate sui problemi, ma scegliamo di risolverli non chiudendoci tra di noi, bensì spingendoci nel mondo.

Ogni panel era tradotto in lingua dei segni e, alla fine, un’artista sintetizzava tutto disegnando. Non parole, ma immagini che sono molto felice di condividere con voi e che vi daranno un’idea di quello che troveremo nel report. Un promemoria potente: non tutto passa dalla voce, e non tutto si capisce parlando.

C’è stata anche una cena con il karaoke. I canti li abbiamo aperti noi italiani, i racconti si sprecano. Lingue diverse, accenti diversi, risate che non avevano bisogno di traduzione. Europa, anche questa.

Ho trovato il coraggio di alzare la mano e fare una domanda senza la certezza di una risposta: quali politiche intendono pensare e attuare a favore dei caregivers informali? L’ho fatto pensando ai genitori incontrati in questi anni: fieri, determinati, ma stanchi. Perché la disabilità non riguarda mai la sola persona con disabilità, ma tutto il suo tessuto sociale. Più forti insieme, più futuro per tutti.

Forse il mio faticare con la lingua è stato il segnale più onesto: prima di agire, bisogna imparare. Perché quello che facciamo in FightTheStroke merita un agire buono, capace di portare, un passo alla volta, la rivoluzione di paradigma che viviamo ogni giorno anche nei codici e nei trattati.

È stato profondamente emozionante parlare a nome di FightTheStroke. Vedere il suo nome sul pass della Commissione europea, sentire il peso e insieme la forza di rappresentare migliaia di persone, mi ha dato una carica enorme. Il fatto che Francesca abbia scelto di mandare me, che per anni mi sono incastrata nelle paure e nei limiti che la diagnosi mi poneva, lasciando che mi congelassero. L’ho sentito come un gesto potentissimo. Un atto di fiducia che mi ha attraversata tutta.

La calamita è piaciuta alla mamma, la valigia pure, ma credo che i racconti di più. Credo che tutta questa esperienza abbia reso orgogliosi i miei genitori e le persone che mi vogliono bene, ma la forza e la fiducia in me stessa che mi ha donato, sono state una molla potentissima verso il futuro che sogno.

Se mi sarà data la possibilità, non vedo l’ora del prossimo EDPD. Per ascoltare meglio, agire di più e fare ancora meglio la mia parte, in rappresentanza degli ideali che muovono il luogo sicuro quale è FightTheStroke per molti di noi.

Eravamo in un’aula intitolata ad Alcide De Gasperi.

E lì ho capito che l’Europa non è un luogo né un documento, ma una scelta quotidiana: decidere se il futuro sarà scritto per pochi o costruito con tutti.

Fightthestroke ha già scelto da che parte stare. E io con lei.’

 

 

Qui un approfondimento dei temi trattati, accessibili anche con le immagini:

 

Da Bruxelles, pubblicato il 18 Dicembre 2025


ENGLISH TRANSLATION

“I went to the heart of Europe to dream of a better Europe—and I discovered that it already exists. It is FightTheStroke. It is us.”

picture of Faty in Brussels

 

Here we share the testimony of Fatiha Quaratino, invited to take part on 4–5 December 2025 in Brussels in the European Day of Persons with Disabilities (EDPD 2025), representing the FightTheStroke Young Adults group and the CP-ECA Youth Committee.

 

“At EDPD 2025 I struggled to understand what to tell about those three days and those three panels. Everything was discussed: disability, European policies, treaty reform, economic resources, inclusion, autonomy, independence, quality of life, education, employment. I listened to intense speeches, including the extraordinary one by a 23-year-old Ukrainian veteran. All important. All necessary.

But you will find these topics in the European reports that will be published in the new year. What I want to talk about is something else, because the real core issue is not only there. It lies in the future. 

In a room full of white heads—both figuratively and literally—even my tongue, usually unrestrained, came to a halt. I spoke little, listened a lot, and observed even more. And it was beautiful. I realized that I like words that turn into action, that the real future is made of shared experiences, and that it cannot remain trapped in the usual paradigms of “poor disabled people without resources.” Resources are sometimes found in the most unexpected places: in a swimming pool, on an athletics track, on a football field, at Fight Camp, in conversations, in shared tears, in new ideas, in science, in professionals who do research and in those who take care of us. What truly matters, then, is training everyday life so well around our needs that we no longer have to recount them once a year to whichever institution happens to be in charge—because we will have become the institution ourselves.

One of the most beautiful things was seeing how disability is experienced in different social contexts. The same rights being claimed, similar needs, but profoundly different perspectives, languages, and practices. This ongoing comparison reminded me how short-sighted it is to think of one-size-fits-all solutions for people who are genuinely unique.

In the end, the best part was the human relationships. The international organizations met in the corridors, conversations born without the need for badges or introductions, the feeling of being part of something much bigger. Even the food—objectively not very memorable—earned me the nickname “the Italian.” I also finally understood why they eat so much for breakfast: it’s really cold, and given what they eat, you won’t feel hungry for the rest of the day.

It was wonderful to share this adventure with Laura and Agnes. We are very different, and precisely because of that, together we managed to show—also visually—how our condition requires different resources, because people are all different. This alone, for me, is a very powerful political message. Not theoretical, but practical. Not proclaimed, but embodied.

I left with a suitcase that broke on the very morning of departure. A great start. I later replaced it with a new one, not very sober, pink. In hindsight, this too seems consistent.

I took two planes and two taxis on my own. With my mum in constant anxiety, of course. At a certain point, it felt right to push myself further into the center of Brussels, try the metro, and buy her a souvenir magnet that she loves so much—despite her pleading with me to stay “safe.” I did it. And I kept it to myself until I got back. Not out of lack of affection, but because I’d prefer to remain the only one in the family who decided to “try out” the thrill of a stroke.

There were many paradoxes in this experience. Brussels, the heart of European policymaking, is not that accessible after all. In the hotel, the shower was inside the bathtub: a perfect metaphor for the daily life of many people with disabilities, made up of partial solutions and constant adaptations. And yet, even this confirmed that I was in the right place, discovering once again that I am capable.

On the one hand, it was nice to feel “different” and at times slightly disoriented in certain discussions and contexts. In hindsight, I interpreted this as a sign of our strength: as an association, we know how to stay focused on problems, but we choose to solve them not by closing in on ourselves, but by pushing out into the world. 

Every panel was translated into sign language and, at the end, an artist synthesized everything through drawings. Not words, but images, which I am very happy to share with you and which will give you an idea of what we will find in the report. A powerful reminder: not everything goes through voice, and not everything is understood by speaking.

There was also a dinner with karaoke. We Italians kicked off the singing—there are countless stories to tell. Different languages, different accents, laughter that needed no translation. Europe, this too.

I found the courage to raise my hand and ask a question without being certain of an answer: what policies do you intend to design and implement in support of informal caregivers? I asked it thinking of the parents I have met over the years—proud, determined, but tired. Because disability never concerns only the person with a disability, but their entire social fabric. Stronger together, more future for everyone.

Perhaps my struggle with language was the most honest sign of all: before acting, one must learn. Because what we do at FightTheStroke deserves good action—capable of bringing, step by step, the paradigm shift we live every day also into codes and treaties.

It was deeply moving to speak on behalf of FightTheStroke. Seeing its name on the European Commission pass, feeling the weight and at the same time the strength of representing thousands of people, gave me enormous energy. The fact that Francesca chose to send me—me, who for years had been stuck in the fears and limits imposed by my diagnosis, letting them freeze me—felt like an incredibly powerful gesture. An act of trust that went straight through me.

My mum liked the magnet, the suitcase too, but I think she liked the stories even more. I believe this whole experience made my parents and the people who care about me proud, but the strength and confidence in myself that it gave me have been a powerful springboard toward the future I dream of.

If I’m given the chance, I can’t wait for the next EDPD. To listen better, act more, and play my part even better, representing the ideals that drive FightTheStroke as the safe place it is for many of us.

We were in a room named after Alcide De Gasperi.

And there I understood that Europe is not a place nor a document, but a daily choice: deciding whether the future will be written for a few or built with everyone.

FightTheStroke has already chosen which side to stand on. And I stand with it.”**

 

Further information on the topics discussed, also accessible through images:

 

From Brussels, published here on the 18th of December 2025

Una nuova convenzione per la community #Fightthestroke: la linea di scarpe Art Footwear

Immagine di due scarpe Art Footwear

Questo mese vi presentiamo una nuova convenzione per un prodotto dal design accessibile ed inclusivo: un codice sconto del 15% sulla linea di scarpe Art Footwear (sconto valido solo ONLINE per una spesa minima di 60€), nata dall’idea di un papà nella community Famiglie Fightthestroke. Potete leggere qui di seguito la sua testimonianza.

 

Mi chiamo Alberto, sono il papà di Art.

Quando penso al percorso di mio figlio, Art, mi sorprendo ancora di quanto un solo momento possa cambiare tutto.
Art aveva due anni quando l’ictus ci ha travolti senza preavviso, lasciando me e mia moglie Giorgia completamente spaesati, pieni di domande e con una nuova vita da ricostruire.
Oggi Art di anni ne ha sei, e guardando indietro mi rendo conto di quanta strada abbiamo fatto, tutti insieme.

Come tanti di voi, ho conosciuto la fragilità, la paura, le terapie quotidiane… ma anche la forza incredibile dei nostri figli, che si rialzano, provano, sbagliano, riprovano, fino a trovare un modo tutto loro di stare al mondo.
E proprio osservando Art alle prese con i suoi piccoli grandi gesti ho capito quanto l’autonomia non fosse un dettaglio, ma una forma di libertà.

Abbiamo frequentato per molto tempo i vari centri di riabilitazione, e proprio lì, guardandomi intorno, ho scoperto che le calzature erano (e sono) davvero un problema per molti bimbi.
Mi sono quindi chiesto: “E se potessi creare qualcosa che aiuti questi bimbi? Qualcosa che li renda più indipendenti e allo stesso modo li faccia sentire vestiti “alla moda” come i loro amici e compagni di classe?”

È così che è iniziata l’avventura di Art Footwear, grazie anche all’aiuto di due ex miei clienti, che oggi sono amici e soci: Mirko e Sabrina.
Art Footwear non nasce solo come azienda, ma come soluzione in risposta ad un bisogno profondo: dare ai bambini come Art (e anche agli adulti… spoiler
: taglie adulto in arrivo nel 2026) una scarpa che fosse bella, comoda, inclusiva e accessibile.

Dietro ogni modello ci sono disegni rifatti mille volte, prototipi, test, errori, ripartenze.
E c’è il sogno di una famiglia: vedere il loro bimbo fare un passo in più, da solo.
Quel momento in cui Art ha infilato la scarpa con la zip “easy-on” senza cercare l’aiuto di mamma: quello non lo dimenticherò mai.

Oggi sono felice e orgoglioso di condividere con tutti voi della community FightTheStroke, la convenzione dedicata: un modo per restituire un po’ di quello che questa comunità ha dato alla nostra famiglia.
Spero davvero che le nostre scarpe possano rendere un po’ più semplice e leggero il percorso di autonomia dei vostri bambini e dei vostri ragazzi, e che questo sia solo l’inizio.

Grazie per il supporto che ci darete e, visto il periodo, vi saluto con un “Buone e serene Feste”.

Con affetto,
Alberto – papà di Art e fondatore di Art Footwear’

 

Milano, Novembre 2025

Fagli vedere cosa puoi fare a Natale: sostieni con i regali solidali tutte le persone con Paralisi Cerebrale!

Foto di Mario con la maglietta di MoreThanPalsy (Maglietta Nera con Scritta Oro)

La foto raffigura il Presidente Onorario Mario che indossa un’edizione limitata della t-shirt nera con la scritta ricamata: You’ve got to be ballsy to have cerebral palsy.

Rinvigoriti dal successo della campagna internazionale ‘More Than Palsy’, quest’anno ti invitiamo a vivere il Natale indossando il nostro motto ‘You’ve got to be ballsy to have Cerebral Palsy’: ogni tuo acquisto dei nostri regali solidali ci aiuterà a sostenere la missione dei giovani sopravvissuti all’Ictus e delle persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale.

Se vuoi ordinare quantitativi superiori a 20 pezzi, per i regali aziendali o perché vuoi essere molto grato alla vita quest’anno, contattaci direttamente e costruiremo insieme la soluzione più adatta alle tue necessità. 

Dal negozio online Worth Wearing, ecco una selezione di oggetti che riportano la scritta iconica della nostra nuova campagna: il regalo ideale per parenti, insegnanti, terapisti, medici ma anche per bulli, bacchettoni e abilisti, fagli vedere cosa puoi fare con la Paralisi Cerebrale!


TSHIRT e CANOTTE

tshirt uomo
canotta

FELPE

Felpa More Than Palsy, Nera

SHOPPER

Shopper Nera

TACCUINO

Taccuino

CALZE

Sulla pagina dedicata dell’e-commerce Gatti a pois troverai anche quest’anno i modelli classici della nostra collezione e i nuovi modelli della collezione 2025/2026: calze Made in Italy realizzate con filati naturali, precisamente in cotone pettinato 20/1, in taglia Bimbo, Donna, Uomo e in convenienti box famiglia. Lunghi quanto basta per essere indossati con i tutori, con piede effetto spugna per le attività sportive, leggeri, morbidi e confortevoli: disegnati per le persone con disabilità, adatti a tutti.

Calzini FightTheStroke

LIBRO

Il nostro long-selling ‘Lotta e sorridi’ è uscito fuori produzione dopo svariate ristampe: e così ne abbiamo riacquisito i diritti e ora possiamo mandartelo direttamente noi, in una nuova edizione che mantiene invariati e sempre attuali i contenuti originali. Possiamo spedirlo via corriere a fronte di una donazione che ci permetta di coprire i costi di stampa e di spedizione.

Se invece sei tra i nostri donatori ricorrenti o vuoi diventarlo, scrivici via mail e inviaci il tuo indirizzo postale: ci farà piacere mandarti un nostro omaggio personalizzato, dedicato solo a te!

Buone Feste e #fightthestroke

Milano, 11 Novembre 2025

Una poesia che avete amato, ora disponibile qui nelle versioni integrali in Inglese e in Italiano

Immagine di Jack Hunter che legge la sua poesia in una stanza come un teatro

‘YOU’VE GOT TO BE BALLSY TO HAVE CEREBRAL PALSY’

A poem by Jack Hunter for Fightthestroke Foundation, adapted by DUDE:Milano

 

Lack of oxygen at birth

Some people say it's a curse.

Neurological damage.

Savage.

But

I was born to thrive.

Not survive.

You’ve Got to be Ballsy to have Cerebral Palsy.

 

One peek

to construct the building blocks of speech

A flicker of the eye

To vocalise

I can be louder than you think.

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

Commitment.

Repetition.

My parents mission

was to instill within me

the belief to tie up the future

I want to lead.

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

You call me “superhuman”

for running my own race?

Get out my face

with this puffed up praise!

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

It’s hard to slope through school

When the normies are cruel

I’m not the butt of your joke

I’m the joker

You fools.

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

Being a stranger in my body

ain't new to me.

The shapeshifting changes

The spastic pains

The bloodbath stains.

This teenage shit is tame to me.

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

I don't spend my time looking for the one.

I‘m up for a bit of fun.

Bet you didn’t expect this from me.

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

If you call me “an inspiration”

Don’t act so surprised

when I exceed

your flatline expectations.

Time to see

CP

Ain’t the only thing

On my CV.

You’ve Got to be Ballsy to Have Cerebral Palsy.

 

Millions of us.

No one the same.

CP is part of our identity

It does not tell the whole story.

It reminds us of how the world ought to be.

A home, we’re gonna build.

So, how about you?

Have you got the spine

to join this fight?


We’ve all Got to Be Ballsy.

 


 

‘YOU’VE GOT TO BE BALLSY TO HAVE CEREBRAL PALSY’

Una poesia di Jack Hunter per la Fondazione Fightthestroke, riadattata in Italiano da DUDE:Milano

 

Mancanza d’ossigeno alla nascita,

alcuni dicono: “è una condanna”.

Cervello danneggiato.

Spacciato.

Ma

io sono nato per vivere,

non sopravvivere.

Fagli vedere cosa puoi fare con la Paralisi Cerebrale.

 

Uno sguardo

per imparare a parlare.

Un battito di ciglia

per farti sentire

che posso fare più casino di quanto immagini.

Fagli vedere cosa puoi fare con la Paralisi Cerebrale.

 

Impegno.

Ripetizione.

I miei genitori avevano una missione:

trasmettermi la convinzione

di poter stringere tra le mani

il futuro che voglio costruirmi.

 

Non faccio nulla di sovrumano

e mi definisci “superumano”.

Cos’è quella faccia?

La tua pietà, la peggior figuraccia.

Fagli vedere cosa puoi fare con la Paralisi Cerebrale.

 

È difficile camminare nei corridoi

Quando gli altri sono così crudeli.

Ma non puoi ridere di me

se le regole del gioco le faccio io.

 

Sentirmi un estraneo nel mio corpo,

per me, non è niente di nuovo.

Forme che cambiano.

I muscoli che tirano.

Il sangue delle mie battaglie.

Questa roba da adolescenti la vivo da sempre.

 

Non cerco la persona della vita,

ogni tanto voglio solo divertirmi.

Scommetto che non te lo aspettavi da me, eh?

Fagli vedere cosa puoi fare con la Paralisi Cerebrale.

 

Se per te sono “un’ispirazione”,

com’è che ti sorprendi tanto

quando supero

ogni tua previsione?

Guardami bene,

la PC

non è l’unica voce

nel mio CV.

 

Siamo milioni.

Nessuno uguale all’altro.

La Paralisi Cerebrale è parte della nostra identità,

ma non è tutta la nostra storia.

Ci ricorda come dovrebbe essere il mondo.

Una casa da costruire, insieme.

 

Quindi che farai?

Te la senti di unirti a questa battaglia?

Fagli vedere cosa puoi fare con la Paralisi Cerebrale.


PRONTI PER URLARE AL MONDO INTERO COSA POSSONO FARE LE PERSONE CON PARALISI CEREBRALE?

PRONTI PER URLARE AL MONDO INTERO COSA POSSONO FARE LE PERSONE CON PARALISI CEREBRALE?

La Fondazione FightTheStroke lancia una campagna internazionale per sfidare gli stereotipi sulla Paralisi Cerebrale con una slam poetry, in occasione del World CP Day del 6 Ottobre.

In occasione del World Cerebral Palsy Day 2025, la Fondazione FightTheStroke presenterà “More than Palsy”, una campagna internazionale di awareness e fundraising sulla Paralisi Cerebrale, realizzata in collaborazione con DUDE:Milano e con una rete di 10 partner internazionali.

Pur essendo la forma di disabilità fisica più presente nell’infanzia, la Paralisi Cerebrale è una condizione ancora poco conosciuta e poco rappresentata nel mondo della comunicazione, quando si parla di disabilità. L'obiettivo della campagna sarà quindi quello di sensibilizzare l'opinione pubblica, parlando sia alle persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale, sia a coloro che, sentendo nominare questa condizione per la prima volta, semplicemente vogliono sostenere il lavoro che FightTheStroke svolge per aiutare i bambini e le bambine, gli adulti e le famiglie che convivono con questa disabilità.

Il video-hero sarà disponibile su tutti i canali social di FightTheStroke (LinkedIn, Facebook, Instagram, TikTok, YouTube e sui siti dedicati https://www.fightthestroke.org/morethanpalsy e https://www.fightthestroke.org/paralisicerebrale) a partire dal 2/10; è stato realizzato con il patrocinio della Fondazione Cariplo e verrà declinato in una versione per la TV riadattata appositamente per il mercato italiano a partire dal 5/10, con l’invito a sostenere con una donazione FightTheStroke e le sue iniziative a supporto di tutte le persone con Paralisi Cerebrale.

Per questo lancio abbiamo preparato per voi anche altre iniziative:

  • Conferenza stampa online e anteprima mondiale della campagna ‘More Than Palsy’ il 2/10 alle h14, in collaborazione con l’International Cerebral Palsy Society, e con la presenza del poeta Jack Hunter, dei protagonisti, dei partner e del team creativo di DUDE:Milano. Potete iscrivervi da qui: https://cpint.org/events/more-than-palsy-launch               

  • Dal 2 al 6/10 ci farà piacere ricondividere i vostri video su Instagram: l’invito è a raccontare le storie di quando vi siete sentiti ‘più della paralisi cerebrale’, taggando @fightthestroke e usando questi hashtag #MoreThanPalsy #fightthestroke #jointhefight #ParalisiCerebrale

  • Un webinar online con alcuni ragazzi e ragazze della Fondazione Fightthestroke che hanno sfidato l’Intelligenza Artificiale nel ‘Cerebral Ballsy Promptathon’, con un invito a scoprire le prime rime della poesia di Jack Hunter ‘You’ve got to be ballsy to have Cerebral Palsy’. Un’iniziativa sostenuta dal programma Meet&Code e che potrete guardare a questo link a partire dal 6/10: https://youtu.be/xIHf8D-a1CA. #MeetAndCode #MeetAndCode2025 #amazonfutureengineer #DigitalSkills4All #CollectiveImpact #codeEU #Colt #ExtraordinaryConnections

  • Da Ottobre a Dicembre 2025 il gruppo dei Dubbers Fight The Stroke del progetto 1000 voci si metterà alla prova per doppiare in italiano il testo dello slam poem di Jack Hunter in Italiano. Un’iniziativa sostenuta grazie al bando ‘100 Idee – Se non c’è lo facciamo’ promosso dal Comune di Milano e dall’Impresa Sociale Con i bambini, e in collaborazione con il Centro Teatro Attivo.

Allora, siete pronti per urlare al mondo intero che le persone con una disabilità di Paralisi Cerebrale sono più della loro disabilità?

Noi siamo pronti 😊

Milano, 25/10/2025

Immaginare i bambini con Paralisi Cerebrale in uno spazio possibile: lo abbiamo reso realtà nel Fight Camp 2025!

Immaginare i bambini con Paralisi Cerebrale in uno spazio possibile: lo abbiamo reso realtà nel Fight Camp 2025!

Si è conclusa con successo l’edizione n.10 del Fight Camp per 20 bambine e bambini con una disabilità di Paralisi Cerebrale, provenienti da tutta Italia e dall’Estero.

Video dei 20 bambini del Fight Camp 2025, insieme al Junior Tutor Mario – elaborazione foto di Geoff Lowe

Sembrava impossibile fino a qualche tempo fa pensare di ottenere più di 1 ora risicata di riabilitazione alla settimana o anche solo immaginare di poter praticare sport bimanuali che al tempo stesso fossero riabilitazione motoria e socialità: e invece anche questa 10° edizione del Fight Camp ha dimostrato la fattibilità e l’efficacia del nostro programma!

 

Quest’anno è toccato a Leonardo, Beatrice, Stella, Valerio, Roberto, Tobia, Andrea, Iacopo, Camilla, Naia, Sofia, Sonia, Enea, Leonardo, Luca, Matteo, Federico e Federico, Bruno e Santiago, mettersi alla prova con le discipline sportive adattate di para-standing tennis, para-taekwondo e beach volley. Insieme alla prima esperienza formativa da Junior tutor di Mario, che dopo aver sperimentato in prima persona ben 9 edizioni del Fight Camp, quest’anno ha seguito il progetto di tesi di Chiara Carminati per l’avviamento dei ragazzi over 13aa alla futura professione di tutor.

 

Negli anni abbiamo servito più di 200 famiglie e abbiamo visto crescere tanti ragazzi e ragazze, in questo camp esclusivo disegnato su misura per i bambini con una disabilità di Paralisi Cerebrale, in particolar modo emiplegici e diplegici. E ogni volta per 7 giorni si rinnova questo patto di fiducia tra operatori, famiglie, bambini, che arrivano a Milano da tutta Italia e dall’estero per praticare insieme attività di potenziamento motorio e cognitivo, con una forte attenzione al benessere psico-sociale dei bambini e delle bambine.

 

Il programma settimanale quest’anno è stato supervisionato e misurato, nei suoi indicatori di successo e per un confronto con le edizioni precedenti, dal nostro staff composto da Elisabeth Turra, Alessandra Coda, Pietro Gatti, Andrea Sironi, Simone Verre e da numerosi tutor volontari che hanno deciso di dedicare la loro estate ad un’attività formativa, senza pietismi ma solo con la voglia di aiutare e imparare a conoscerci meglio. Grazie al lavoro di ricerca di Federica Camuncoli quest’anno riusciremo a valutare in uno studio longitudinale i risultati delle precedenti edizioni del camp, che andranno a completare il manuale di social franchising già reso disponibile a chi volesse replicare quest’esperienza anche in altri territori.

 

I numeri ci dicono che quest’edizione è stata la migliore ad oggi, a leggere i feedback dei bambini, dei genitori, degli operatori: tutte le famiglie consiglierebbero quest’esperienza ad altri pari (Net Promoter Score 100) e la ripeterebbero anche più volte l’anno, considerandola di valore per il miglioramento delle competenze motorie, sociali e relazionali dei propri figli. Pieni punteggi anche per gli operatori, che hanno trovato nell’esperienza appena vissuta un alto valore formativo e di empatia del gruppo.

 

Ma è stata una bella esperienza perché negli anni abbiamo affinato una buona capacità di matching tra bambini e volontari, che ci ha permesso di ammortizzare gli imprevisti e di dedicarci solo a far fiorire le abilità dei bambini: dalla Radio Fight Camp alla maglietta imperfetta disegnata da Sofia Gioia, dagli occhiali che parlano al calcio da seduti Subsoccer, dal Fanta Fight Camp nello spogliatoio segreto alla battaglia d’acqua con i sandali nuovi Elisabet, dalla sfilata sul tappeto rosso con gli abiti OVS agli ospiti sportivi Cristiano, Clarissa e Mirko fino alla gara finale di spalmatura di pane e Nutella, e alla sede PlayMore! che ci ha di nuovo accolto a braccia aperte e dove tutto diventa possibile, anche con il clima avverso.

 

La partecipazione al Fight Camp è il frutto di un attento lavoro di selezione ed è completamente gratuita per i beneficiari, grazie anche al supporto dei partner dell’edizione 2025, come Tucano, Argonauti, Nestlé Italia, Levissima, Baci Perugina, Solgar, Amundi, Moleskine, Ottobock, Elisabet, OVS, Mueslii, Mattel, Pianca, Granarolo.

Il progetto fa parte dell’iniziativa “Sport è inclusione” che ha il patrocinio dello Sport for Inclusion Network ed è realizzato con il finanziamento concesso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’annualità 2024 a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del Decreto legislativo n. 117/2017. Ed è soltanto la prima di altre iniziative di sport inclusivo portate avanti in tutta Italia da sette fondazioni del Terzo Settore: insieme alla Fondazione Fightthestroke ci sono anche Fondazione Dynamo Camp ETS (capofila dell'iniziativa), Fondazione Èbbene Onlus, Fondazione Time2 Ente Filantropico, Fondazione Eco Eridania Insuperabili ETS, Fondazione Laureus Sport for Good Italia ETS, Sportfund Fondazione italiana per lo sport ETS.

 

L’iniziativa è stata documentata attraverso un servizio fotografico realizzato dall’artista Geoff Lowe, fotografo dell’ultima edizione delle Paralimpiadi di Parigi, e dal racconto fantastico di Sofia Gioia.

Cronache dal Fight Camp, visto con gli occhi di Lego, il cagnolino di Sofia Gioia

Cronache dal Fight Camp, visto con gli occhi di Lego, il cagnolino di Sofia Gioia

Ha proprio ragione chi ha scritto così nel modulo di feedback: ‘Il momento più brutto del Fight Camp? è quando finisce il Fight Camp.’ Al prossimo anno allora 

 

Si ringraziano le famiglie, i bambini, lo staff, i volontari, gli ospiti, i partner, i donatori e le diverse realtà coinvolte nella realizzazione del progetto.

 

PS: puoi trovare altre informazioni sulle diverse edizioni del Fight Camp 2025 a questi link

·      https://www.fightthestroke.org/blogita/fight-camp-n10-2025

·      https://www.fightthestroke.org/blogita/candidatifts2025

·      https://www.fightthestroke.org/blogita/oslo2025report

 

Milano, 7/9/2025

‘Jeg er heldig – Sono fortunato’

‘Jeg er heldig – Sono fortunato’

Con le parole della canzone Heldig del cantante norvegese con Paralisi Cerebrale August Saxegaard, ripercorriamo le tappe dell’ultima edizione del Fight Camp ad Oslo, in occasione del CP Football Festival 2025.

Foto di Angelica Concari, che rappresenta un’immagine della nostra squadra ripresa di spalle durante gli allenamenti ad Oslo e le bandiere norvegese e del fair play sullo sfondo

Foto di Angelica Concari, che rappresenta un’immagine della nostra squadra ripresa di spalle durante gli allenamenti ad Oslo e le bandiere norvegese e del fair play sullo sfondo

Si è appena svolto ad Oslo, in Norvegia, il Cerebral Palsy Football Festival, un torneo di calcio promosso da 6 squadre internazionali: Norvegia, Svezia, Danimarca, UK, Irlanda e Italia.

La trasferta della giovane squadra italiana di Calcio a 7 CP è stata promossa e organizzata dalla Fondazione Fightthestroke, nell’ambito del progetto “Sport è inclusione”, realizzato con il finanziamento concesso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’annualità 2024 a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del Decreto legislativo n. 117/2017.

 Il progetto “Sport è inclusione” coinvolge a livello nazionale sette fondazioni del Terzo Settore: Fondazione Dynamo Camp ETS (capofila), Fondazione Èbbene Onlus, Fondazione Time2 Ente Filantropico, Fondazione Eco Eridania Insuperabili ETS, Fight The Stroke Foundation ETS, Fondazione Laureus Sport for Good Italia ETS, Sportfund fondazione italiana per lo sport ETS ed è realizzato con l’obiettivo di promuovere attività sportive inclusive a livello nazionale e internazionale. Queste le principali metriche che hanno guidato la definizione del programma:

  • Aumento partecipazione di bambini e ragazzi con disabilità/fragilità a programmi sportivi inclusivi, migliorando la loro autostima e benessere fisico;

  • Rafforzamento reti territoriali tra scuole calcio, associazioni sportive e famiglie;

  • Miglioramento competenze sociali e relazionali dei partecipanti, riduzione fenomeni di isolamento e marginalità;

  • Sostenibilità nel lungo termine, coinvolgendo partner locali e creando programmi replicabili.

In quest’ambito, il Fight Camp di Oslo è stato organizzato per essere un’iniziativa formativa a carattere sportivo, promossa a titolo gratuito dalla Fondazione Fightthestroke a beneficio di 12 ragazzi/e di età >12aa con una disabilità di Paralisi Cerebrale (unilaterale e bilaterale, tutti deambulanti – 11 maschi e 1 femmina, in linea con la prevalenza della condizione) provenienti da diverse zone d’Italia (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Veneto, Campania). L’attività è stata disegnata secondo il modello di social franchising del ‘Fight Camp’, in cui è stato possibile per i ragazzi con emiplegia e diplegia/paraplegia allenarsi tra pari e in maniera intensiva al gioco del calcio adattato. Il progetto ha preso avvio a Marzo 2025 con il processo di selezione prima e con una serie di eventi formativi online poi, finalizzati alla costituzione della squadra in partenza per Oslo nella settimana dal 4 all’11 Agosto 2025: il gruppo finale costituito da 21 componenti (12 atleti e 9 componenti dello staff) ha così partecipato con successo al torneo europeo CP Football Festival che ha riunito ad Oslo le migliori squadre di atleti con Paralisi Cerebrale dai 6 ai 18 anni.

La costituzione del gruppo partecipante ha seguito rigidi criteri di selezione affinchè si potesse sperimentare il viaggio come una vera trasferta di una squadra sportiva nazionale: tra personale di staff e volontari coinvolti, sono stati reclutati 9 diversi ruoli funzionali alla buona riuscita del progetto (capo-progetto, preparatore atletico, primo e secondo allenatore di calcio a 7 CP, foto/video reporter, responsabile logistica, responsabile programma formativo in loco, responsabile food/nutrizione, medico). In totale il gruppo costituito era di 21 componenti che hanno viaggiato sullo stesso volo e dormito in uno stesso hotel, in camere condivise da 2-4 persone, sotto la supervisione di adulti formati per organizzare attività sportive con i bambini con Paralisi Cerebrale e senza la presenza dei genitori, per promuovere l’avviamento alla vita indipendente; è stata inoltre prevista la collaborazione con mediatori linguistici italiani e con gli allenatori dell’associazione sportiva Bimbi Sperduti. L’organizzazione dei pasti nei giorni precedenti il torneo è stata gestita in autonomia dai ragazzi, mentre nei giorni del torneo le strutture di ristorazione locali sono state in grado di soddisfare anche le esigenze dietetiche speciali.

Il contributo stanziato dalla Fondazione Fightthestroke è stato erogato dopo un attento processo di selezione della squadra e la sottoscrizione di appositi documenti da parte delle famiglie, ed è servito a coprire i costi di trasferta (principalmente volo A/R, polizze assicurative, trasporti in loco, alloggio, attività formative, pasti per lo staff, divise squadra).

 L’intera settimana è stata così organizzata, come documentato nel diario di viaggio:

  • Lunedi 4/8: ritrovo in aeroporto e consegna kit divisa squadra; fasi di check-in e imbarco con assistenza; all’arrivo ad Oslo è stato organizzato un servizio di trasporto via autobus direttamente in hotel, dove si è proceduto alla sistemazione nelle diverse camere.

  • Martedì 5/8: la giornata è iniziata con la colazione in albergo e l’allenamento presso la struttura di Cageball, poi doccia, pranzo, riposo e trasferta presso i campi della squadra ospitante Roa, in cui si è svolta la prima partita amichevole conclusasi con il risultato di 5-3 a favore della squadra norvegese.

  • Mercoledì 6/8: altra giornata di allenamento nei campi coperti di Cageball e nel pomeriggio prima visita formativa in città; abbiamo assaggiato il famoso dolce Skolebrod, poi gita con il ferryboat da Aker Brygge a Bygdøy e visita al Museo Fram.

  • Giovedì 7/8: mattina di allenamento tra preparazione atletica e tattiche di gioco del calcio a 7; nel pomeriggio abbiamo affrontato una lezione sugli schemi del calcio da parte del coach Renzo Vergnani e definito i vari ruoli, prima di spostarci ai campi Roa per una nuova amichevole con la squadra norvegese: finalmente un punteggio di 4-1 a nostro favore!

  • Venerdì 8/8: dopo la colazione ci siamo avviati con i mezzi pubblici a visitare il parco Vigeland e il teatro dell’Opera sulla baia; al rientro in hotel abbiamo riflettuto insieme al preparatore atletico Andrea Sironi sui punti di forza e di debolezza di una squadra. La giornata si è conclusa con l’evento di apertura ‘Meet & Greet’ del festival, in cui i ragazzi hanno giocato in squadre miste internazionali e assaggiato prodotti locali e nostrani.

  • Sabato 9/8: colazione e trasferimento ai campi per la cerimonia di apertura e la sfilata di oltre 100 giovani calciatori con Paralisi Cerebrale, alla presenza dei media e delle istituzioni locali; le partite del torneo ci hanno permesso di metterci alla prova con le 2 squadre Norvegesi, la squadra Inglese di Bristol, quella Irlandese e Danese. In conclusione della prima giornata di festival, siamo stati ospiti nella serata di gala, tra premiazioni e altri momenti di intrattenimento, tra cui la performance del cantante August Saxegaard.

  • Domenica 10/8: la mattinata è stata dedicata alle ultime partite del torneo e alla cerimonia di chiusura; abbiamo invece dedicato il pomeriggio ad una visita della città.

  • Lunedi 11/8: sveglia all’alba per trasferimento con i mezzi e con van dedicato all’aeroporto di Oslo; in tempo per gli ultimi abbracci e per ritrovare le famiglie al rientro all’aeroporto di Milano Malpensa.

Immagini dalla rassegna stampa Norvegese

Immagini dalla rassegna stampa Norvegese

L’iniziativa è stata documentata attraverso un servizio fotografico realizzato da Angelica Concari e misurata con un questionario di feedback a cui hanno risposto tutti i membri dello staff, i ragazzi partecipanti e i loro genitori: su 33 risposte, il Net Promoter Score è stato di 88/100 con una valutazione media di 5.82/6 rispetto all’utilità dell’esperienza; tra le voci che più hanno contribuito al successo del progetto sono state riportate: l’aumento della partecipazione di bambini e ragazzi con disabilità a programmi sportivi inclusivi, migliorando la loro autostima e benessere fisico, e il miglioramento delle competenze sociali e relazionali dei partecipanti. Tutto il campione intervistato ha dichiarato di voler ripetere l’esperienza del Fight Camp ad Oslo e non ha rilevato significativi aspetti di miglioramento nell’organizzazione.

Si, siamo stati proprio fortunati a selezionare una squadra così affiatata, ad incontrare delle squadre straniere guidate dal fair play, a conoscere nuove culture aperte all’inclusione: e ad essere stati infine candidati per ospitare la prossima edizione del CP Football 2026 in Italia! Non vediamo l’ora di metterci alla prova per ospitare oltre 300 persone provenienti da diverse regioni d’Europa e per replicare quest’esperienza di successo anche sui nostri territori.

Si ringraziano le famiglie, i ragazzi, lo staff, l’azienda Tucano che ha fornito zaini e marsupi alla squadra, e le diverse realtà coinvolte nella realizzazione del progetto.

  

Milano, 26/8/2025

Foto e Video di Angelica Concari per la Fondazione Fightthestroke 

Lo Sport è Inclusione? Con noi è un SI.

Dal 1/6 sono partite ufficialmente le iniziative FightTheStroke per la promozione dello sport per tutti attraverso due edizioni del Fight Camp

Quest’anno le Fondazioni Dynamo Camp, Ebbene Onlus, Time2, Eco Eridania Insuperabili, Fightthestroke, Laureus Sport for Good Italia, Sportfund, appartenenti alla rete Sport for Inclusion Network si sono unite per offrire opportunità di praticare sport a ragazzi e ragazze di queste regioni d’Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto.

 La Fondazione FightTheStroke realizzerà nel contesto di quest’iniziativa ben due edizioni del Fight Camp: l’edizione n.9 per i ragazzi più grandi con Paralisi Cerebrale in missione verso il CP Football Festival di Oslo e l’edizione n.10 per i ragazzi dai 6 ai 13 anni a Milano.

Un’occasione preziosa per noi per promuovere questi obiettivi:

  • Salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per bambini e ragazzi con una disabilità di Paralisi Cerebrale, attraverso la pratica di un’attività motoria disegnata intorno alle loro esigenze

  • Ridurre le disuguaglianze: far si che nel periodo estivo di esclusione sociale dei bambini con disabilità dai centri estivi cittadini, si possano offrire opportunità eque e di valore per tutti, in contrasto alla marginalità

  • Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e opportunità di apprendimento permanente, contrastando il fenomeno del ‘summer learning loss’ ovvero della perdita di apprendimento del periodo estivo.

In particolare, l’edizione del Fight Camp n. 9 permetterà a 21 persone, tra atleti con disabilità dai 12 ai 18 anni e staff tecnico proveniente da diverse regioni d’Italia, di partecipare alla 4° edizione del CP (Cerebral Palsy = Paralisi Cerebrale in inglese) Football Festival, che accoglierà oltre 300 persone presso la struttura di Oslo. L’iniziativa prevede anche un’attività di formazione in remoto e sul campo e si svolgerà in collaborazione con i partner italiani Bimbi Sperduti ASD e stranieri Røa Allianseidrettslag.

Maggiori informazioni qui: https://www.fightthestroke.org/blogita/oslo2025

L’edizione del Fight Camp n. 10 permetterà invece ai bambini e alle bambine con Paralisi Cerebrale di tipo emiplegico e diplegico, dai 6 ai 13 anni, di sperimentare un modello innovativo di sport adattato e riabilitazione, in un camp semi-residenziale a Milano: quest’anno si praticheranno il para-standing tennis, il para-taekwondo e il beach volley, ma saranno molteplici le opportunità di imparare nuovi valori e nuove abilità insieme.

Maggiori informazioni qui: https://www.fightthestroke.org/blogita/fight-camp-n10-2025

Le due edizioni del Fight Camp Oslo e Milano appartengono al progetto ‘Sport E’ Inclusione’, coordinato da Dynamo Camp e realizzato grazie al contributo concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a valere sul Fondo per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’art. 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 e s.m.i.,- Avviso 2/2024.

(Premendo il pulsante si aprira’ automaticamente la propria applicazione Email e potrete allegare il CV. Se avete problemi mandate direttamente la vostra candidatura, allegando il CV a info at Fightthestroke.org)